Brn Mnr 1907-1998
Cosa ha fatto
Dove ha esposto
Cosa ha scritto
Grafo della poetica
Il passato futurista 1927
Mostre ed opere futuriste
Macchina aerea 1930
Macchine inutili 1930-33
Fotogrammi, dal 1933
Tensostrutture 1935
Astrattismo anni '30-'40
Concavo-convesso 1946
Negativi-positivi 1948
Pittura proiettata 1950
Munari '50
Oggetti trovati 1951
Macchine aritmiche 1951
Sculture da viaggio 1958
Xerografie dal 1963
Bibliografia
Documenti
Critica
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Film
Lezioni
Chi siamo e perché
 
 
 
Banner credits
 
Nel banner particolari di: Xeroritratto di Bruno Munari; Munari 1966, fotografie di Ada Ardessi, Biennale di Venezia courtesy ISISUF Milano; Munari 1950, fotografia di Federico Patellani; Munari con Macchina Inutile 1956, fotografia di Aldo Ballo
 
 
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Recent Entries
 

Marylin McCray, Catalogue Electroworks (excerpts), International Museum of Photography & Film, George Eastman House Publisher, Rochester N.Y., 1979

B. Munari, La grafica tridimensionale di Max Huber, in Design n. 4, Bergamo 1975

Bollettino del MAC N.1 - Oggetti Trovati

B. Munari, Belle e Brutte, in L'Automobile - marzo 1967

B. Munari, Surrealismo. E’ un film di Grandi Firme, in Le Grandi Firme - giugno 1938

B. Munari, Diagramma, in Orpheus - dicembre 1932

M. Datini jr., Notizie delle arti, in Le Arti luglio -agosto 1970

B. Munari, Dall'individualismo al collettivismo, in Arte Centro Milano, aprile - giugno 1975

Gruppo Q, Munari. Spazio Abitabile, Stampa Alternativa, Roma, 1999

C. L. Ragghianti, in Catalogo della mostra Ricerche visive, strutture e design di Bruno Munari La Strozzina, Palazzo Strozzi, Firenze, 1962

Bruno Munari, Astratto e concreto, in Catalogo della mostra Arte concreta, 9-24 aprile 1983, Palazzo del Ridotto Cesena, Ed. Industria Litografica SILA, Cesena 1983

M. Perazzi, Questo è il mio segreto, non mi arrabbio mai, in La Domenica del Corriere 26 marzo 1983, n.13 anno 1985

A. Segàla, Bruno Munari, in Epoca 28 novembre 1986, Milano, pp. 88-92

A. Linke, Bruno Munari: le regole del genio, in Frigidaire 1987

A. Nosari, Ansia di velocità, in L'Ala d'Italia 1 ottobre, 1938


 
From the kitchen to the Museum

Centre Pompidou Paris
 




Macchina Inutile, 1949
Fotografia Pierangelo Parimbelli

Dalla cucina di casa al Museo

Il Centre Pompidou di Parigi ha acquisito una Macchina Inutile di Munari, grazie alla disponibilità di un collezionista italiano rappresentato dalla Galleria Francesco Clivio (Parma, Milano).

L'opera pubblicata sul volume Far vedere l'aria (Lars Muller Ed.) ed esposta a Zurigo nella retrospettiva del 1995 è stata a lungo appesa nella cucina di casa dell'artista.
Ora volteggia nelle sale di un museo.




L'opera è esposta al quinto piano nelle sale della collezione permanente.

Si tratta della seconda Macchina Inutile acquisita da un museo estero, dopo quella del 1952, proveniente dalla collezione dello storico dell'arte Pontus Hulten, presente nella collezione del Moderna Museet di Stoccolma.

Munari con altre Macchine Inutili è nelle collezioni dei seguenti musei italiani:
Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma
Museo Novecento, Firenze
Museo del 900, Milano (deposito Fondazione JVBD Milano)




La stessa Macchina Inutile in una foto storica di Ada Ardessi
Courtesy ISISUF Milano



 
I Libri Einaudi

Milano
 




Primo Levi, Se questo è un uomo, Einaudi
copertina di Bruno Munari, 1958

Galleria del Credito Valtellinese
I libri Einaudi 1933-1983
Collezione Claudio Pavese

30 marzo - 23 aprile 2016
Corso Magenta 56, Milano
Martedì-Sabato 13.00/19.30
Chiuso Domenica e Lunedi
Ingresso Libero


La casa editrice torinese è protagonista di una mostra in cui trecento libri, da una collezione di tremila raccolta dal bibliofilo Claudio Pavese, raccontano concretamente l'attività dell'azienda fondata a Torino nel 1933 dal ventunenne Giulio Einaudi.
La casa editrice fu costretta fin dall'inizio ad affrontare molte difficoltà come il rapporto con il fascismo o la guerra. È proprio partendo da queste vicende che Claudio Pavese ha iniziato la collezione: "Mi ha sempre colpito il fatto che fosse un’avventura di giovani — racconta il collezionista torinese, 67 anni, formatosi nella grafica — e non dobbiamo dimenticarci che componevano e traducevano libri incredibili mentre cadevano le bombe".
Oltre a raccontare la storia della casa editrice la collezione mostra anche un pezzo di storia dell’arte e della grafica italiana, con le copertine disegnate da alcuni dei più importanti illustratori italiani e internazionali, tra cui Bruno Munari, Max Huber e Albe Steiner.
Annota il curatore Andrea Tomasetig nella presentazione in catalogo: "Oltre alla mente, esposti sui banchi delle librerie o negli scaffali di casa, hanno educato l’occhio e il gusto di due generazioni e le infinite copertine con le riproduzioni della migliore arte moderna e contemporanea molto probabilmente hanno esercitato un’influenza sotterranea superiore a quella delle mostre d’arte".




Il diario di Anna Frank, Einaudi
copertina di Bruno Munari, 1954

Leggi il comunicato stampa

Leggi la presentazione di Andrea Tomasetig



 
Documenti

Libro Illeggibile 1958
 




Collezione Giancarlo Baccoli


Siamo nel 1958. Sei linee in movimento è il titolo di questo libro illeggibile.
Qualche anno prima, nel 1956 Munari crea il primo multiplo d'arte, una Macchina Inutile in 20 esemplari che pubblica su Domus nel numero di dicembre.
Osservando una macchina inutile dall'alto si leggono gli spostamenti dei suoi elementi, proprio come le linee in movimento di questo libro.
Macchina Inutile e Libro Illeggibile diventanto due espressioni estetiche dello stessa ricerca artistica.



 
Sul Futurismo

Dicembre 1932
 




se si dovesse mettere una marca a tutto ciò che è futurista ben pochi si salverebbero poiché tutti hanno preso, chi più e chi meno, chi camuffando e chi attenuando, dal futurismo che è stato, è e sarà sempre un potentissimo distributore gratuito e disinteressato di idee a chi ne ha bisogno

[...]

il futurismo italiano è il più completo movimento artistico mondiale, esso è l'unico che abbia influenzato tutti i vasti campi dell'arte pura, decorativa, architettura, cinema, teatro, letteratura, musica, cucina, abbigliamento, ecc.

Bruno Munari, tratto da uno scritto pubblicato su Pagine Futuriste, inserto della rivista Orpheus, Anno I Numero 1 dicembre 1932

Leggi l'articolo



 
Milano

Laboratorio di Beba Restelli
 




Libro illeggibile bianco, nero, giallo
prototipo del 1956
edizione fuori commercio
Giorgio Lucini Editore 2011
Fotografia di Pierangelo Parimbelli

Laboratorio di Beba Restelli
i Munari stampati dai Lucini
15 ottobre - 12 dicembre 2015
Via Bonaventura Cavalieri 6
Milano
La mostra è aperta ogni giovedì e sabato dalle 16,30 alle 19 oppure su prenotazione

La mostra presenta stampe sconosciute o poco note, nate da settant’anni di collaborazione e amicizia di Munari con i Lucini.
Giorgio, solo su appuntamento, racconterà fatti e misfatti.

Beba Restelli: Quale è stato l’insegnamento di Munari più importante per te?
Giorgio Lucini: Munari, che attraversò appunto tutti e tre i Lucini, fu per me importantissimo; appena entrai mio padre mi assegnò tre clienti da seguire, Scheiwiller, Munari e Buzzati. Con Munari la prima volta mi disse "Ha telefonato Munari, vai e fatti spiegare bene, fatti ripetere se non capisci, torni e mi fai vedere". Munari mi spiega, mi dà un foglio 21 x 21, quattro lembi, 42 x 42, dove inserire alcuni suoi negativi-positivi in proporzione per riempire tutto il foglio in una griglia di base che mi consiglia lui. Torno, faccio le proporzioni, ci metto un po’ di tempo perché non ne ero capace, e riempio il foglio incollando gli stamponi come si usava allora e torno a farglielo vedere. Munari era in piedi che lavorava come al solito al suo tavolo alto, lo osserva e fa: "Bene, bene", poi con il dito ne toglie uno, lo appallottola e lo butta nel cestino. Io a Munari davo del tu, ma ero lì per lavoro, avevo diciannove anni ed ero molto timoroso, così al momento non riesco a dire nulla. Lui mi dice: "Vedi, prima ti ho fatto fare la regola, abbiamo riempito tutte le caselle, ma la regola è monotonia visiva. Adesso abbiamo creato una frattura nella regola, e abbiamo ottenuto tensione visiva; ogni stampato deve essere tensione visiva."
Quando poi mi sono occupato del design sui libri, circa la metà di quelli che abbiamo fatto, questo suo insegnamento è sempre stato molto presente in me, come tante altre cose che ho imparato da lui.
[...] Come editori abbiamo pubblicato Los Àlamos (1958), Guardiamoci negli occhi (1970), Alfabeto Lucini progettato da Bruno Munari (1987), e il Libro illeggibile bianco, nero, giallo (2011), tutti in edizioni fuori commercio fatte "per il piacere nostro".

Tratto da: Beba Restelli, I bambini autori di libri. Il gioco delle pieghe secondo il Metodo Bruno Munari®, Franco Angeli, 2013.



 
Foto Performance

Galleria Sozzani Milano
 




Bruno Munari
Foto Performance 1938
Archivio 3M Milano

Galleria Carla Sozzani
Fotografia Futurista
10 giugno - 1 novembre 2015
Corso Como, 10 Milano
Tutti i giorni, ore 10.30-19.30
Mercoledì e giovedì, ore 10.30-21.00
Ingresso libero

La Galleria Sozzani di Milano festeggia i 25 anni di attività con una mostra a cura di Giovanni Lista sulla Fotografia Futurista con oltre 100 fotografie. Munari è presente con le foto-performance degli anni '30, custodite oggi nell'archivio 3M di Milano.

Scrive Lista in catalogo: "Il secondo, [Munari, ndr] preferisce la posa in costume, anticipando le ricerche simili che faranno Jannis Kounellis e Pino Pascali all'inizio dell'Arte Povera. In questa serie di immagini stranianti e performative, da un lato Munari esibisce l'apparato e la funzione tecnica dell'occhio meccanico dell'apparecchio, dall'altro produce un contesto immaginario eterodosso e bizzarro, che contraddice la tradizionale asettica funzione mimetica del mezzo fotografico."


 
Artribune

Collezione Giancarlo Baccoli
 




Bruno Munari Polariscop anni '60
Lightbox con fitro Polaroid
Coll. Giancarlo Baccoli

Ginevra Bria pubblica su Artribune una lunga intervista ad uno più importanti collezionisti di Bruno Munari. Il corpus delle opere raccolte in modo ragionato offre un punto di vista unico sul lavoro editoriale e sull'opera artistica di Bruno Munari.



 
Torino

Spazio Giovanni Bordino
 




Bruno Munari Ambienti di luce 1950
Courtesy Fondazione JVBD Milano
Fotografia di Pierangelo Parimbelli

Venerdì 12 dicembre 2014 nello Spazio Giovanni Bordino una serata evento dedicato a Bruno Munari. Intervengono Claudio Pavese della Fondazione Giulio Einaudi di Torino su Munari e la forma del libro Einaudi e Luca Zaffarano su Munari e i suoi Ambienti di Luce con la proiezione della serie dei vetrini conservati presso la Fondazione JVBD di Milano.



Bruno Munari Ambienti di luce 1950
Courtesy Fondazione JVBD Milano
Fotografia di Pierangelo Parimbelli

 
Museo del 900

Firenze
 




Bruno Munari Macchina Inutile 1951

Nella collezione del Museo del 900 di Firenze, inaugurato il 24 giugno 2014, Bruno Munari è presente con una Macchina Inutile del 1951, esposta nella mostra personale tenutasi nella storica galleria Bergamini di Milano nel 1952 e pubblicata sulla rivista Domus nel numero 273 del settembre dello stesso anno.



 
New York

Microscope Gallery
 




Bruno Munari Untitled 1952
projection of a slide for multi-focal projection
mixed media on slide 2 x 2 x 1 inches
Courtesy Fondazione JVBD Milano

Microscope Gallery New York
Slide Slide Slide
Lary 7, Bradley Eros, Sandra Gibson & Luis Recoder, Barbara Hammer, Jeanne Liotta, Bruno Munari, Luther Price, Joel Schlemowitz, Michael Snow
September 5 – October 6 2014

Microscope Gallery is very pleased to announce the opening of the doors at its new location with Slide Slide Slide, an exhibition dedicated to the art of the projection slide. The exhibit assumes as its inspirational starting point the works and words of Italian artist Bruno Munari who in the early 1950s was actively and extensively realizing the new possibilities of the slide as an art object and exhibiting his works including at the Museum of Modern Art in 1954.



 
MAGA

Gallarate
 




Bruno Munari Quadrato a tre dimensioni Variazione Prima 1985

Al Maga di Gallarate arriva un’opera di Bruno Munari realizzata nel 1985. La scultura, collocata nel giardino del museo, è stata donata all’istituzione dal Lions Club di Gallarate. Si tratta di una scultura in ferro e acciaio di grandi dimensioni, con forme sintetiche ed essenziali, appartenente al ciclo delle Sculture da viaggio.



 
Munari Politecnico

Talks @Museodel900
 




fotografia Chris Moyse

8 maggio 2014
Conversazione con Nicoletta Ossanna Cavadini e Heinz Waibl
Sala Fontana
dalle ore 17:00

14 maggio 2014
Conversazione con Ines Mosconi, Carla Pellegrino e Gianmaria Tramontana
Sala conferenze
dalle ore 17:30

19 maggio 2014
Munari: reload publishing con Andrea Dall’Asta, Silvia Botti e Massimo Torrigiani
Expo Gate
dalle ore 18:00

26 maggio 2014
Munari e Milano con Atto Belloli Ardessi e Ginevra Bria
Expo Gate
dalle ore 18:00

28 maggio 2014
Conversazione con Bruno Lorenzelli
Sala Arte Povera
dalle ore 17:30

3 giugno 2014
Giornata internazionale di studi su Bruno Munari
Una produzione di Massimo e Sonia Cirulli Archive New York in collaborazione con il Museo del Novecento.
Partecipano: Pierpaolo Antonello (Univ. di Cambridge, UK), Carlo Branzaglia (Accademia Bologna, IT), Anna Mazzanti (Politecnico Milano, IT), Matilde Nardelli (UCL London, UK), Maria Antonella Pelizzari (NY Hunter School, USA), Jeffrey Schnapp (MetaLAB, Harvard, USA), Margherita Zanoletti (Univ. Cattolica Milano, IT), Marina Pugliese (direttrice Museo del 900), Giovanni Rubino (Univ. Udine, IT) e Marco Sammicheli (curatori della mostra).
Sala Fontana
dalle ore 10:00
Sala conferenze "Proiezioni dirette" a cura di Luca Zaffarano e Roberto Marossi
dalle ore 16.00

11 giugno 2014
Conversazione con Giovanni Anceschi, Matteo De Vecchi e Grazia Varisco
Sala conferenze
dalle ore 17:30

13 giugno 2014
Conversazione con Giorgio Lucini
Sala Arte Povera
dalle ore 17:30

18 giugno 2014
Conversazione con Manuela Grignani e Uberto Sirtoli
Sala conferenze
dalle ore 17:30

25 giugno 2014
Conversazione con Ada Ardessi e Atto
Sala conferenze
dalle ore 17:30



 
Note d'archivio Munari Perelà

Giovanni Anceschi
 

Munari Perelà

Giovanni Anceschi, esponente del "Gruppo T" ricorda in questo modo Bruno Munari:
Nei primi anni ’60, che sono stati gli anni della prima pioneristica fase della rivoluzione informatica – prima di Silicon Valley, per intenderci -, mentre in Germania un estetologo dell’informazione come Max Bense parlava di Programmierung des Schönen [Programmazione del bello], Bruno Munari battezzò quel movimento artistico, che si consolidò in una grande mostra sponsorizzata dalla Olivetti – e questo, si badi bene, prima di Cybernetic Serendipity di Jasia Reichard e prima del famoso numero della rivista IBM dedicato alla computer art -, con il nome profetico di Arte Programmata. Un movimento che rappresentò l’ultima occasione in cui la cultura europea abbia anticipato gli sviluppi artistici planetari. Poi sempre con la regia di Munari, ci fu il fondamentale Almanacco Bompiani dedicato all’Arte Programmata. È questa parola – "Programmata" -, indubbiamente anticipatrice di tutta l’arte elettronica e multimediale che non sta bene nel portrait di un Munari tutto creativista e irrazionalista, plasmato ad usum di una certa linea culturale e propagandistica.

Scarica l'intervento pubblicato in:
Su Munari (a cura di Beppe Finessi), Editore Abitare Segesta, Milano, 1999




 
Note d'archivio

Voglio la luna!
 




Questa richiesta, che un tempo aveva un significato assurdo, oggi è diventata possibile e, in attesa della luna vera, ognuno può avere sulla parete o sul soffitto di casa sua queste grandi lune a colori.

Scarica l'articolo



 
Note d'archivio

Proposta di Munari 1950
 

Proposta di Munari 1950

Cembalo scrivano
Rivista mensile per il personale d'ufficio
Gennaio 1950 – Anno II – N. 1, pag. 7

Periodico mensile edito a cura della Ing. C. Olivetti & C. S.p.A., Milano 1950.



Scarica il documento



 
Sala Munari

Milano Museo del Novecento
 

Milano Museo del Novecento

Il Museo del Novecento inaugura la nuova sala Bruno Munari con opere che provengono dalla Fondazione Vodoz Danese di Milano. Si consolida il rapporto tra le due istituzioni teso a valorizzare l'opera dell'artista milanese.




Macchina Inutile 1947 particolare
Courtesy Fondazione Vodoz Danese
Fotografia ©Roberto Marossi




Scultura da viaggio 1958
Courtesy Fondazione Vodoz Danese
Fotografia ©Roberto Marossi



 
Mostre terminate

MoMA
 

MoMA NY

Reading List:
Artists’ Selections from the MoMA Library Collection


September 25, 2013–January 6, 2014




Libro Illeggibile 1951
MoMA coll.


The Museum of Modern Art Library is frequented by artists who use the collection for research and inspiration. For this exhibition, a group of artists were asked to select a favorite item from the library collection and respond to a questionnaire written by library staff.

What is your favorite item in the MoMA Library Collection? Why?
1. I like all Bruno Munari's Illegible Books. Laced with string, delicate papers, shapes die-cut, they operate as puzzles.
Trinie Dalton

Bruno Munari is present also with the book "Xerografia", published in 1970 by the Rank Xerox and presented in the XXXV Venice Biennale during the same year.



 
Aperture Magazine

Number #212 Fall 2013
 

Aperture

Magazine N. #212 Fall 2013

Bruno Munari’s Light Games
Introduction by Maria Antonella Pelizzari
Read the article



Polariscop (Polarised light box) 1960s
Courtesy Colossi Gallery Brescia
Photo by Pierangelo Parimbelli


Aperture
Editor's Note

Italian polymath Bruno Munari—who began his artistic career as a Futurist painter in the 1920s—also worked as an illustrator, designer, and inventor, and brought all these talents to bear upon his photographs, which are performative, inventive, and unabashedly fun.




 
La Biennale 2013

Venezia
 

Padiglione Brasile

Inside/Outside

Bruno Munari, Lygia Clark, Max Bill, Hélio Fervenza, Odires Mlászho
a cura di Luis Perez-Oramas



Bruno Munari Concavo-Convesso (1948)
messo a confronto con opere di Lygya Clark e Max Bill, installazione presso l'Istituto Tomie Ohtake
San Paolo del Brasile 2013



 
MiArt 2013

Milano
 

Milano MiArt
domenica 7 aprile 2013
18:30 – 19:30
Bruno Munari: le ragioni di un’attualità

Relatori:
Paola Antonelli, Capo Curatrice per l’Architettura e il Design e Direttrice della Ricerca e dello Sviluppo, The Museum of Modern Art, New York

Paola Nicolin, Storica dell’arte Contemporanea, Università Bocconi, Milano



Bruno Munari
negativo-positivo 1978
collage su tavola cm 60x60
coll. priv.



Su Artribune un breve estratto video della conferenza.


 
Great Review

Frieze Magazine
 

Sul numero 153 di marzo 2013 la rivista inglese dedica una bella recensione a firma di Nicole Yip della mostra Bruno Munari. My Futurist Past tenutasi alla Estorick Collection of Italian Modern Art di Londra.

Leggi l'articolo di Frieze Magazine



Lettera T 1935
Cirulli Archive N.Y.



 
1962-2012

Programmare l'Arte
 

Museo del 900
Negozio Olivetti
Programmare l'arte
Olivetti e le avanguardie cinetiche

9 novembre 2012 – 3 marzo 2013
A cura di M. Meneguzzo, E. Morteo, A. Saibene
Piazza San Marco - Venezia



La mostra riprende, a cinquant'anni di distanza, l'esposizione che ebbe luogo nel Negozio Olivetti di Milano e poi in quello di piazza San Marco a Venezia nel 1962, curata al tempo da Bruno Munari.

Gli artisti in mostra sono quelli del Gruppo T e del Gruppo N oltre a Munari, Mari e Alviani. Filmati e documenti esposti testimoniano inoltre il successo di una mostra che fece epoca.
La mostra verrà riproposta da Museo del 900 a Milano dal 9 novembre al 3 marzo 2013.

Menguzzo: Come è nato il titolo e la definizione di Arte programmata?
Munari: L'ho trovato io. Naturalmente ci sono ancora dei legami con i principi futuristi della velocità e del movimento, ma anche della fissità e della variazione.

Intervista in catalogo edito da Johan & Levi Ed.



La colonna a 6 sfere di Bruno Munari tratta dal film Arte Programmata Archivio Olivetti.



 
Note d'archivio

Gli ambienti
 






La nuvola disegnata dal Concavo-convesso
Installazione Estorick London 2012
Foto ©Pierangelo Parimbelli



C'è una trasformazione cruciale, nell'arte italiana della prima metà del novecento, rappresentata da alcuni eventi che segnano il passaggio, ampiamente teorizzato dal movimento futurista, dalla terza alla quarta dimensione, per mezzo di ambienti in cui lo spettatore partecipa, fisicamente e percettivamente, in modi più coinvolgenti del passato, all'opera d'arte:

Bruno Munari
Macchine inutili 1930
Costruite a partire dal 1930
presentate nel 1934 alla
Galleria delle 3 Arti, Milano

Bruno Munari
Ambiente Concavo-convesso 1946
Costruito ed esposto nel 1946
al Salon des Realites Nouvelles di Parigi
presentato nel 1948 in Italia
nella personale alla
Galleria Borromini, Milano

Lucio Fontana
Ambiente nero con luci di Wood 1949
Galleria Naviglio, Milano

Bruno Munari
Proiezioni dirette 1950
Realizzate a partire dal 1950
presentate per la prima volta nel 1953 allo
Studio B24 (Milano)
e nel 1955 nella mostra
Two Graphic Designer al
MoMA di New York.

Lucio Fontana
Ambiente al neon 1951
Triennale di Milano

Bruno Munari
Proiezioni polarizzate 1953
Presentate per la prima volta nel 1953 allo
Studio B24, Milano




Pubblichiamo il Catalogo della mostra alla Galleria Borromini del 1948 dove Bruno Munari presenta macchine inutili, concavo-convesso ed altre pitture che sono in relazione con questa ricerca.
Nel frontespizio l'opera due forme rosse rimanda ad Arp - una delle influenze più riconosciute da Munari - ma anche alle forme delle nuvole disegnate dal concavo-convesso ed anche alla instabilità percettiva tra figura e sfondo caratteristica dei negativi-positivi.

Guarda il catalogo con intervento di
Dino Buzzati, Poetica di Munari




 
Note d'archivio

MoMA New York
 

Catalogate e rese disponibili online le schede di 6 collage acquisiti dal museo direttamente dall'artista.



Bruno Munari collage 1951 ca.
coll. MoMA NY




Bruno Munari collage 1951 ca.
coll. MoMA NY




Bruno Munari collage 1951 ca.
coll. MoMA NY




Bruno Munari collage 1951 ca.
coll. MoMA NY




Bruno Munari collage 1951 ca.
coll. MoMA NY




Bruno Munari collage 1951 ca.
coll. MoMA NY



   
 
Bolzano

Museion
 




Tempo nel tempo 1964
proiezione sulla facciata del museo

Museion
Facciata Mediale
a cura di Frida Carazzato
musiche di Stefano Bernardi
P.za Piero Siena, 1
Bolzano

Inaugurazione: giovedì 4 agosto 2016
Ulteriori proiezioni: 11/08, 18/08, 25/08;
h 22.00 – 23.30
Ingresso libero

Un salto mortale dilatato nel tempo (tempo nel tempo, 1964), i colori puri ottenuti dalla scomposizione della luce (i colori della luce, 1963), le riflessioni dell'acciao (inox, 1964), l’osservazione di persone sulle scale mobili (sulle scale mobili, 1964): sono questi i temi trattati nei quattro film storici e di ricerca di Bruno Munari e Marcello Piccardo che illumineranno la facciata mediale del museo durante il mesi di agosto.




 
L'Italia

è un paese di furbi
 





L'Italia è un paese di furbi che cercano sempre di approfittare degli altri.
Se non cambiamo la mentalità dei bambini, se non gli insegniamo che essere furbi è una scelta arida, non riusciremo ad aprire una via verso la civiltà.


Bruno Munari, novembre 1998



 
Munari Politecnico

Nomos Edizioni
 





Munari Politecnico
Fare dell'arte con qualunque mezzo

A cura di
Marco Sammicheli e Giovanni Rubino
Nomos Edizioni, 14.90 euro

Dopo la presentazione in anteprima al Museo del 900 arriva in libreria una raccolta di interventi critici di accademici provenienti dalle più prestigiose università (Harvard MA USA, Cambridge UK, UCL London UK, Hunter CUNY New York USA, Politecnico di Milano IT).
Gli studiosi, che si sono confrontati nel giugno del 2014 al Museo del 900 durante una Giornata di Studi Internazionale su Bruno Munari, un evento collaterale alla mostra da cui prende il titolo il volume, analizzano da diversi punti di vista, con approccio scientifico ma con stile divulgativo, la complessità del lavoro dell'artista.
Il libro rappresenta una importante frattura teorica rispetto alle interpretazioni del passato, troppo semplicistiche e classificatorie, inadatte a spiegare la natura poliedrica del pensiero e della poetica dell'autore.
Come spiega il Prof. Pierpaolo Antonello "la sua arte continuerà a parlarci e a divertirci ancora per molto tempo".

Guarda l'indice



 
Milano

Galleria Bonelli
 



Negativo-positivo 1990
Collezione Casaperlarte, Cantù

Galleria Bonelli
Bruno Munari. Ritratto di una collezione
a cura di Riccardo Zelatore
Via Porro Lambertenghi 6
Milano
24 settembre - 24 ottobre 2015

La mostra si basa sul ricco patrimonio di opere di Munari conservate presso la Fondazione Casaperlarte, nata a Cantù nel 2004 su iniziativa dell'artista Paolo Minoli.
Curata da Riccardo Zelatore la mostra offre al pubblico una campionatura dei principali periodi dell’attività dell’artista. Viene proposto un corpus importante di opere, tra loro anche molto eterogenee, che permette di cogliere il vero filo conduttore dell’attività di Munari: il metodo progettuale.



 
Castiglioncello (Livorno)

Galleria Granelli
 



La regola e il caso collage 1982
coll. priv.

Galleria Granelli
Bruno Munari. La genialità tra regola e caso
Opere dal Futurismo fino agli anni '90

Via Marconi 1/D int. A
Castiglioncello (Li)
Inaugurazione 30 maggio 2015 ore 18,00
30 maggio - 30 giugno 2015

"Il caso è dunque una condizione per molti aspetti indispensabile perché è fuori dalla logica. Con la logica, e quindi con la tecnologia, si può provare qualche cosa che già si pensa che ci sia, mentre con l'intuizione, con la fantasia e con la creatività, grazie anche a questa casualità che gli orientali chiamano zen, c'è un contatto con la realtà diverso che permette di scoprire altre qualità che non portano ad un risultato pratico ma conoscitivo"



 
I manifesti Campari

Sesto S. Giovanni (Milano)
 




Momenti dinamici di un logotipo 1985

Giovedì 20 novembre alle 18.30 Luca Massimo Barbero, curatore associato della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia terrà una conferenza alla Galleria Campari di Sesto S. Giovanni (Milano) sul manifesto Declinazione grafica del nome Campari, opera realizzata nel 1964 da Bruno Munari.

L’opera, realizzata in occasione dell’inaugurazione della prima linea della metropolitana di Milano, sarà il punto di partenza per avviare una conversazione su arte, design e advertising, per capire quali siano i rapporti che governano questi tre mondi e come siano evoluti.

Nel museo del Gruppo Campari fino al 10 gennaio saranno esposte tre opere di Bruno Munari, realizzate tra il 1984 e il 1985, che rappresentano l’evoluzione grafica e compositiva del famoso manifesto.

La serata è a ingresso gratuito previa prenotazione obbligatoria via e-mail: galleria@campari.com.

Scarica la cartella Campari Edizioni d'Arte
3 Mbyte






Manifesto Campari
versione alternativa del 1984





Limiti di leggibilità di un logotipo 1985



 
Ricorrenze

1 novembre 1964
 




Bruno Munari
Manifesto Campari 1964
Collezione MoMa New York

Cinquant'anni fa, il 1 novembre 1964, alle ore 10.41, i primi due vagoni della metropolitana M1, la Rossa, attraversarono la città di Milano, da Piazzale Lotto a Sesto Marelli, lungo 21 stazioni per 12,5 Km di percorso. Il primo poster pubblicitario attaccato in metrò, il giorno dell'inaugurazione della M1, quello disegnato da Bruno Munari per Campari (oggi nella collezione del MoMa di New York), torna nelle stazioni di Conciliazione, San Babila, Duomo e Cairoli fino a metà novembre.



 
Munari

Google Art Project
 




Grazie ad un accordo con Google alcuni musei italiani come il Mart di Rovereto o il MAGA di Gallarate mettono a disposizione centinaia di immagini scelte tra i capolavori delle proprie collezioni.
La piattaforma Google Art Project raccoglie le immagini ad alta e altissima risoluzione di alcune opere esposte nei maggiori musei di tutto il mondo. Progettata dal Google Cultural Institute, la piattaforma online consente anche di effettuare visite virtuali a musei e istituzioni internazionali, utilizzando la stessa tecnologia di Google Street View.
Il progetto prevede il coinvolgimento dei più importanti Musei del mondo tra cui la Tate Gallery di Londra, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Museum of modern art di New York, gli Uffizi di Firenze e i Musei Capitolini di Roma continuando nella strada della condivisione aperta delle informazioni e delle fonti.

Bruno Munari è presente con:

Otto colori in quadrato
1933-1993 Mart Rovereto

Studio per Negativi-positivi
1950 Maga Gallarate



 
Follie
Burocratiche
Statali
 




La direttrice del Museo del 900, il museo di arte contemporanea più visitato in Italia, ha recentemente rilasciato a myword.it questa dichiarazione che ripercorre l'incredibile vicenda di una fallita acquisizione e di una follia burocratica.
Marina Pugliese: "Abbiamo bisogno di un Ministero diverso. Le faccio un esempio, credevamo di poter acquistare la collezione di Bruno Munari che è proprietà della fondazione Vodoz-Danese, e avevamo avuto incredibilmente i soldi con un fondo di bilancio. Invece la Sovrintendenza ci ha impedito l’acquisizione, ritenendo che il Fondo Munari faccia parte di un insieme che è dato dall’intero patrimonio della Fondazione e che è stato vincolato come un unicuum. Attraverso questo vincolo si è impedito a uno dei più importanti musei italiani sul Novecento di dotarsi del più prestigioso fondo al mondo di Munari, creando un danno irreparabile non solo al museo ma anche alla città e alla storia di Milano".



 
Conference

Zurich 2014
 

American Association for Italian Studies

Zurich 23-25 May 2014

Dr. Margherita Zanoletti (Università Cattolica, Milan) is speaking on

Bruno Munari's Creativity in Theory and Practice

My paper aims to provide an exploration of Bruno Munari’s written production in relation to the theme of creativity, analysing the intense relationship between his visual work and the written word. Munari was not only one of the most important and innovative artists and designers of the 20th century, but also one of the most sophisticated and original thinkers on modern art and design in this period. In his books Fantasia (1977) e Da cosa nasce cosa (1981), in particular, he explains how invention, creativity and imagination interact. As materialised not only in his (art) books but also in his visual production, Munari's creative process intentionally merged a multiplicity of ideas, techniques and materials. All of his works involve an approach that is never sequential, and hence difficult to describe through linear explanations or reductive definitions, but is rooted in a parallel perspective that manifests itself through the reworking of an idea a kaleidoscope of forms.

Margherita Zanoletti obtained her PhD from the University of Sydney with a thesis on the interrelation between images and words in the work of the Australian artist Brett Whiteley. Her research looks at the interrelation between literature and the other visual arts and media, and she has just published (with Francesca di Blasio) a book entitled: Oodgeroo.



 
Munari Polytechnic

The New York Times
 




L'articolo Italy’s Economic Design in Times of Crisis a cura di Alice Rawsthorn dedica un ampio articolo alle due mostre in programma a Milano (Museo del 900 e Triennale) parlando diffusamente di Bruno Munari:

"The exhibitions coincide with a resurgence of interest in Mr. Munari. Curated by Marco Sammicheli and Giovanni Rubino, “Munari Polytechnic” paints an engaging picture of a man who relished putting his Constructivist principles into practice by transforming rudimentary materials — wire, paper, bamboo and broken electrical components — into objects that were eloquent, witty and useful, like his nifty visor. Not for nothing did Mr. Munari claim that his name meant “making something out of nothing” in Japanese. It wasn’t entirely true, but the sentiment reflected the guiding principles of his work and of the show at the Triennale Design Museum.".

Leggi l'articolo del NY Times



 
Il genio poliedrico

Corriere della Sera
 




L'articolo a cura di Paola Nicolin analizza l'omaggio del Museo del 900 di Milano ad un uomo che sapeva far dialogare i saperi.

La sua pratica, corroborata da una fiducia indiscussa nell'immagine e dall'interesse per la semantica, diventa un manifesto del dialogo tra i saperi. [...] la mostra “Munari Politecnico” s'inserisce nel novero delle iniziative che guardano al Munari artista - una fra tutte la rassegna nel 2012 all'Estorick Collection di Londra “Bruno Munari. My Futurist Past”.

Leggi l'articolo



 
Note d'archivio

Tempo perduto 1945
 

Evviva e abbasso su Tempo perduto
13 settembre 1945


Tempo perduto, Rivista settimanale
13 settembre 1945 anno 1 pagina 2
Evviva e abbasso, un teorema di Bruno Munari.





 
Mostre terminate

Colchester UK
 

Firtsite
Contemporary Visual Arts


Xerography

8 settembre 2013 - 10 novembre 2013
a cura di Michelle Cotton




Bruno Munari Xerografia Originale
Copertina del libro Bruno Munari Xerografia. Documentazione sull’uso creativo delle macchine Rank Xerox
Rank Xerox 1970
coll. priv. Rovereto
Download del documento 14 Mb

Settancinque anni fa nel 1938 a New York l'avvocato Chester Carlson realizza la prima fotocopia. Nel 1949 viene commercializzata con grande successo la prima macchina Xerox, il Modello A.
La prima macchina completamente automatizzata, la Xerox 914, compare sul mercato nel 1959.

Munari utilizza, a partire dai primi anni '60, questa tecnologia per realizzare opere d'arte originali.
Durante il tempo della scansione mette in movimento delle immagini, dei pattern o delle texture ottenendo in questo modo opere uniche, riuscendo nell’intento di costringere la macchina a fare l’esatto opposto di quello per cui è stata inventata.




Bruno Munari Xerografia Originale 1968
Coll. Giancarlo Baccoli Brescia


Le iniziali realizzazioni artistiche sono datate 1963 e 1964 (opere presenti nelle collezioni: Archivio CSAC Università di Parma, Fondazione Vodoz-Danese Milano), la prima esposizione pubblica a Tokyo nel 1965 (documentazione fotografica della performance in Bruno Munari, Xerografia, Rank Xerox 1970), la prima segnalazione della stampa nel 1968 (Le Xerografie Originali di Bruno Munari, Domus n.459 febbario 1968).

Munari è presente in mostra con 20 Xerografie Originali provenienti dalla collezione Giancarlo Baccoli realizzate nei primi anni '60 con la macchina Xerox 914.
Le opere sono tutte pubblicate sul volume presentato alla Biennale di Venezia del 1970 ed edito dalla Xerox con il titolo "Bruno Munari Xerografia. Documentazione sull’uso creativo delle macchine Rank Xerox".

Molti gli artisti in mostra, tra questi: Carl Andre, Nobuyoshi Araki, Mel Bochner, Alighiero Boetti, Hanne Darboven, David Hockney, Jenny Holzer, Ray Johnson, Sol LeWitt, Sarah Lucas, Daido Moriyama, Bruno Munari, Raymond Pettibon, Sigmar Polke, Barbara T. Smith, Rosemarie Trockel ed altri.




Bruno Munari Xerografia Originale 1969
coll. priv. Rovereto

75 years after the first photocopy was made, firstsite’s autumn exhibition celebrates the role that this technology has played within contemporary art. Featuring over 125 works by 39 artists and artist groups from 10 countries, it is our largest exhibition to date.

On the 22nd of October 1938 in New York Chester Carlson and his assistant Otto Kornei succeeded in making the first photocopy, a xerographic image of the date and their location. Carlson spent the next two decades working to develop the first photocopy machine. The first commercial, manually operated photocopier, Xerox Model A, was introduced the following year and the Xerox 914, the first fully automated copier, followed ten years later in 1959. The process invented by Carlson, known as ‘xerography’, is still used in most photocopying machines today.



This major international and historical survey encompasses photography, sculpture, video and works on paper installed across the galleries at firstsite. It includes some of the earliest examples of artists using the photocopier in ‘copy art’, ‘mail art’ and conceptual projects from the 1960s and 70s. These will be presented alongside works on loan from collections in Australia, Canada, France, Germany, Italy, Japan, the UK and the United States, and new works by Wolfgang Breuer, Willem Oorebeek and Josh Smith.

A new publication featuring a selection of texts on the subject of xerography and an extended essay by firstsite’s Senior Curator, Michelle Cotton, will accompany the exhibition.




Bruno Munari Xerografia Originale 1968
Coll. Giancarlo Baccoli Brescia



 
Novecento mai visto

Brescia
 


Collezione Daimler-Mercedes
Novecento mai visto.
From Albers to Warhol to (now).


Collezione Musei Civici e collezioni private.
Novecento mai visto.
Opere dalle collezioni bresciane.


Museo di Santa Giulia
7 marzo – 30 giugno 2013




Negativo-positivo 1967
olio su tavola, cm 80x80
coll. priv.

Nella mostra Novecento mai visto. From Albers to Warhol to (now) saranno esposti a Brescia Città delle Mille Miglia, in Santa Giulia, per iniziativa del Comune di Brescia e di Mercedes-Benz Italia opere dalla collezione tedesca.

In contemporanea con la mostra Novecento mai visto. Opere dalle collezioni bresciane verrà proposto un percorso nella storia dell'arte italiana del Novecento attraverso le opere conservate nei depositi dei Civici Musei di Brescia e nelle collezioni private bresciane.
Con un omaggio particolare a Guglielmo Achille Cavellini (1914-1990), artista e collezionista d’eccezione, figura rappresentativa del clima culturale della Brescia degli anni '60 e '70.

In mostra tra gli altri: Gino Severini, Romolo Romani, Julius Evola, Fortunato Depero, Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi, Emilio Vedova, Mario Ballocco, Giuseppe Capogrossi, Alfredo Chighine, Piero Manzoni, Lucio Fontana, Roberto Crippa, Enrico Castellani, Paolo Scheggi, Bruno Munari, Arturo Vermi, Fausto Melotti, Mimmo Rotella, Guglielmo Achille Cavellini.



 
Documenti storici 1957

Il perfettissimo e lo spaziale
 


18 Opere dalle Collezioni private di Bruno Munari e Lucio Fontana

Galleria Blu Milano
maggio 1957



Nel'aprile del 1957 apre a Milano la Galleria Blu.
Dopo la mostra di apertura vengono presentate le collezioni private dei due principali protagonisti della scena milanese: Lucio Fontana - lo spaziale - e Bruno Munari - il perfettissimo.

I nomi degli artisti presenti nelle due collezioni ci ricordano come sulla scena milanese fossero proficui i rapporti e gli scambi internazionali.

Per Fontana: Baj Burri Bergolli Bellegarde Bemporad Calder Cerchiari Capogrossi Crippa Dangelo De Luigi Dova Klein Licini Nando Peverelli Scanavino Zagni

Per Munari: Arp Balla Dorazio Donati Huber Kandinsky Krampen Magnelli Mari Melani Mesciulam Munari Prampolini Schawinsky Soldati Sottsass Tinguely Veronesi

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Documenti storici 1933

Macchine sensibili
 




Martedì, 5 dicembre 1933

Nelle sale del nostro Circolo, completamente trasformate e mutate in uno stile modernissimo, si è svolta la prima grande serata d'inaugurazione. L'intervento di S. E. Marinetti, ha attirato da tutte le parti della città non solo i soci ma pubblico numeroso e scelto.
Dopo una breve chiarificazione panoramica dei nuovi orientamenti della pittura futurista, S. E. Marinetti assieme al pittore Munari ha dato inizio al dibattito sulle opere, ed in special modo sui polimaterici, al quale partecipò animatamente tutto il pubblico. Munari con parola pronta, scoppiettante, colorita rivelò e spiegò il congegno motore dei polimaterici e delle macchine sensibili. Le persone contraddicenti poi, furono sconfitte risolutamente dalle parole pronte potenti e fortissime del Capo del Futurismo Italiano, cosicché gran parte dei convenuti alla serata per solo scopo oppositivo ad ogni costo, si dimostrò all'ultimo, se non consenziente, tuttavia più riverente al Movimento Futurista.

[tratto da Il Mare Nostro bollettino del Circolo Nazario Sauro di Milano]

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Munari con Bianconi Ricas e d'Albisola nel 1937



 
Documenti storici 1962

Pagina
 




Pagina Rivista Internazionale della Grafica Contemporanea Milano
Numero 1 Novembre 1962

L'intervento di Munari Appunti per una esplorazione del moirè prosegue le ricerche di Concavo-convesso e anticipa quelle con le texture elaborate nelle Xerografie originali.

Al primo numero partecipano con contributi: Munari, Boggeri, Huber, Steiner, Pintori ed altri.

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Note d'archivio

Le macchine non ci fanno paura
 




Estratto da un documentario della collana Scienza e Poesia diretta da Leonardo Sinisgalli, regia di Giulio Briani, Produzione Astra Cinematografica.



 
Note d'archivio

Caratteri tipografici in libertà
 




Le macchine di Munari 1941
Courtesy Fondazione Vodoz Danese Milano
Fotografia ©Roberto Marossi

Progetto alternativo per il primo libro di Bruno Munari
Copertina a collage, 16 pagine complessive
cm 12,5 x 34,5 x 1
All'interno: schizzi e appunti a matita, penna a sfera, pastelli e collage su cartoncino colorato



Le macchine di Munari 1941
particolare

(Sopra) Realizzazione su sfondo nero alternativa a quella su sfondo rosso (basso) in formato 21,5 x 28,5 cm utilizzata in stampa da Einuadi.



Esemplare originale del 1942
coll. priv.




ABC Dadà Cover 1944
21 tavole dedicate alle lettere dell'alfabeto
esemplare unico
priv. coll.


Lo sperimentalismo estremo del Futurismo viene graficamente rielaborato da Munari negli anni '40.
Le soluzioni proposte ricordano le parole in liberta, si ricollegano al libro prescolastico Alfabetiere del 1960 e al manifesto Campari realizzato nel 1965, anticipando molte sperimentazioni grafiche anche recenti, come quelle dell'inglese Jamie Reid, inventore delle copertine degli album per i Sex Pistols.




Tipografia, articolo illustrato e scritto da Munari per la rivista La Lettura, n.5
maggio 1937.



Bruno Munari
Copertina del libro Alfabetiere 1960





   
 
Brescia

Galleria dell'Incisione
 




Bruno Munari, Untitled
collage, 1936

Galleria dell'Incisione
Fotografia sperimentale tra le due guerre
1 Ottobre - 15 Novembre 2015
Inaugurazione: 1 Ottobre h. 18

La nuova edizione della Notte della Cultura a Brescia, in programma per il 1 ottobre 2016, ha come tema portante il movimento Dada, di cui si celebra quest’anno il centenario. La Galleria dell’Incisione partecipa con una mostra dedicata all’evoluzione del linguaggio fotografico in Europa negli anni tra la prima e la seconda guerra mondiale.

Il fotomontaggio, linguaggio base di Dada, risponde pienamente alle diverse esigenze creative e di comunicazione, offrendo all’artista infinite possibilità di esprimere le proprie tematiche. Il suo uso si afferma presto nell’intera Europa diventando comune a tutte le tendenze d’avanguardia fra le due guerre e riflette i cambiamenti avvenuti nell'ambito dei linguaggi artistici.

Sono esposte fotografie e fotocollage di Hans Bellmer, Mieczyslaw Berman, Janusz Maria Brzeski, Cesar Domela, Lux Feininger, Gelindo Furlan, Raoul Hausmann, Florence Henri, Hannah Höch, Otto Hofmann, Georges Hugnet, Edmund Kesting, Laszlo Moholy-Nagy, Bruno Munari, Laszlo Peri, Man Ray, Franz Roh, Luigi Veronesi, Klaus Wittkugel, Piet Zwart.

La mostra è organizzata in collaborazione con la Galleria Martini & Ronchetti.



 
Bruno Munari's Books

USA
 




"Munari did not just work on books; he was interested in and tried out the full range of artistic possibilities (painting, sculpture, design, graphics, teaching, poetry, writing, photography, film, entertainment), but throughout his career, books were his personal diary in which he noted down his experiences, an authentic register of events" art historian Giorgio Maffei writes in the introduction to Munari's Books: The Definitive Collection of Book Designs by Bruno Munari Princeton Architectural Press, 2015



 
New York

SperoneWestwater
 




Una visitatrice davanti ad una selezione di opere di Munari
In evidenza Negativo-positivo 1951

SperoneWestwater
Painting in Italy 1910s-1950s: Futurism, Abstraction, Concrete Art
30 October - 22 December 2015
257 Bowery New York

L’arte italiana del Novecento è ormai una protagonista affermata sulla scena di New York.
Alla Galleria SperoneWestwater si inaugura una collettiva di 32 artisti che hanno attraversato le tre principali correnti attive in Italia nella prima metà del ‘900: Futurismo, Astrattismo e Arte Concreta.
In mostra: Carla Badiali, Giacomo Balla, Gianni Bertini, Annibale Biglione, Enrico Bordoni, Corrado Cagli, Roberto Crippa, Ezio D’Errico, Nino Di Salvatore, Nicolaj Diulgheroff, Gianfranco Fasce, Fillia, Lucio Fontana, Albino Galvano, Augusto Garau, Alberto Magnelli, Sante Monachesi, Gianni Monnet, Bruno Munari, Mario Nigro, Ideo Pantaleoni, Adriano Parisot, Enrico Prampolini, Mario Radice, Mauro Reggiani, Manlio Rho, Filippo Scroppo, Atanasio Soldati, Ettore Sottsass, Tato, Giulio Turcato, Luigi Veronesi.

La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue inglese-italiano, edito da Allemandi, con uno scritto della prof.ssa Maria Antonella Pelizzari (Hunter College di New York).
Il suo saggio dal titolo L’Utopia della pittura astratta italiana dal 1910 al 1950. Una storia controversa racconta le vicende di un nutrito gruppo di astrattisti italiani che si rapporta con tutte le avanguardie europee.



 
New York

Graduate Center CUNY
 




Graduate Center and
Hunter College

The City University of New York
Professor Antonella Pelizzari
Subverting the Picture Essay:
Bruno Munari's Fotocronache (1944)

2 dicembre h 17.30-19.00

Scarica il depliant



 
Mostre terminate

Bergamo
 



untitled 1950
priv. coll. new york


Galleria Conceptual
Contrada Tre Passi, 1
Bergamo
Inaugurazione sabato 22 novembre h 17
fino al 25 gennaio




 
Itinerari d'arte

Milano
 

Corso Magenta 46

Un gentile lettore ci segnala a Milano in Corso Magenta 46 - non al numero civico 65 come erroneamente riportato in molti libri - un mosaico di Munari di fine anni '50 in perfetto stato di conservazione. La realizzazione è probabilmente del 1957, anno di costruzione dell'edificio.

Il lettore ha fatto apporre una targa con il nome dell'artista.

Da visitare in orario di portineria.


ieri


oggi




dettagli

Fotografie di Pierangelo Parimbelli



 
Note d'archivo

Regali di Natale 1948
 




Nel 1948 in prossimità del Natale Munari presenta in una sua mostra personale, nel negozio di stoffe d'arte dell'azienda fondata da Fede Cheti a Milano, 6 nuove macchine inutili, fotomontaggi, collage, un automa sotto campana di vetro ed un addio.

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Mostre terminate

Milano Museo del 900
 

Milano Museo del Novecento

Bruno Munari. Politecnico
6 aprile 2014 – 7 settembre 2014
Inaugurazione 5 aprile 2014 ore 18
a cura di Marco Sammicheli e Giovanni Rubino


In fotografia: diapositiva (con estrusione di materia plastica) per una installazione di pittura dinamica attraverso una proiezione a fuoco variabile, 1952
Courtesy Fondazione JVBD Milano

Bruno Munari ha utilizzato l’arte come primaria forma espressiva. Prima della grafica, del design, della pedagogia, dell’editoria l’arte guidava il genio creatore di questo autore.

La mostra "Munari politecnico" è un racconto di un artista poliedrico e del suo ruolo nell’arte italiana ed europea nel corso del Novecento e dei rapporti che lo hanno portato ad essere un protagonista eclettico di numerosi movimenti artistici.




Proiezione diretta, 1950
Courtesy Fondazione JVBD Milano
Fotografia Roberto Marossi



Chi s’è visto s’è visto
Bruno Munari, Ada Ardessi e Atto Belloli
Mostra fotografica
6 aprile – 7 settembre 2014
a cura di Marco Sammicheli e Giovanni Rubino
con la collaborazione dell'ISISUF



Munari nella sala di Julio Le Parc
Biennale di Venezia, 1966
Fotografia Ada Ardessi
Courtesy ISISUF Milano

Accanto alla mostra principale il Focus è dedicato all’opera fotografica, in parte inedita, realizzata da Ada Ardessi e Atto Belloli.

Le fotografie in mostra restituiscono l’inafferrabile complessità semantica di Munari e scalfiscono lo stereotipo didattico di cui è stato investito nel corso degli anni.


Comunicato stampa

Visita il sito della mostra.
Molti gli eventi di approfondimento in programma.


La direttrice del Museo del 900 Marina Pugliese, intervistata da Angela Maderna per il magazine Zero, risponde in questo modo alla domanda Perché Bruno Munari?

Marina Pugliese: Perché con Fontana è l'altro grande protagonista dell'arte milanese e italiana del XX secolo, dagli anni Trenta agli anni Sessanta e come Fontana è stato molto influente sugli artisti delle generazioni successive alla sua.

Leggi l'intervista



 
Mostre terminate

New York
 

Guggenheim Museum
Italian Futurism 1909-1944
Reconstructing Universe

21 February 2014 – 1 September 2014

Curator: Vivien Greene

"It's time to re-evaluate and broaden our notion of what avant-garde means" said Vivien Greene, the Guggenheim’s curator of 19th and early 20th-century art, who has organized "Italian Futurism." Four years in the making, the show will include about 375 works, a majority of them lent by European museums and private collections, and will take over nearly the entire museum. In addition to paintings and drawings, there will be literature, photography, design, music and performance from the period.

Ms. Greene said it will be the first exhibition of its kind in the United States that "takes this multidisciplinary view of futurism through all three decades of its lifetime."
New York Times, 12 sept 2013

Futurism still has its secrets
Roberta Smith
New York Times, 20 feb 2014

[...] The final surprise is Marinetti’s 1920 "Sudan-Paris," a small assemblage whose combination of sandpaper, small brushes, a grater, silk, velvet and feathers conjures postwar artists from Piero Manzoni, Robert Rauschenberg and Edward Kienholz forward. It exemplifies Tactilism, which Marinetti and Benedetta formulated as textured art made in part to be touched and which occasioned the obligatory manifesto.
"Sudan-Paris" and a similar, more sophisticated work by Prampolini creates the impression that even with this phenomenal show of shows, Futurism still has its secrets.



Composizione per l'Ala d'Italia 1936
Archivio Cirulli N.Y.


 
Mostre terminate

Milano
 

Milano
Triennale

Il design italiano tra autarchia, austerità e autoproduzione
a cura di Beppe Finessi
4 aprile 2014 - 22 febbraio 2015



F.T. Marinetti
Il Poema del vestito di latte 1937
Graphic design Munari
Priv. Coll.



 
Mostre terminate
 
Paris
 

Paris
Galerie des Galeries
Lafayette Haussmann
La Tyrannie des objects

16 October 2013 – 04 January 2014
Curator: Alexandra Fau




Sedia per visite brevissime "Singer"
Chair for very brief visits
particolare ©Thibaut Voisin
Coll. priv.

Munari sarà presente con la sedia Singer prodotta da Zanotta da un progetto del 1945.
L'oggetto è presente nella collezione della Triennale di Milano.

Oggetto d’arte a forma di sedia. Nove esemplari numerati e firmati. Struttura in noce lucidato a cera, colore naturale con intarsi. Sedile in alluminio anodizzato.
Ogni serie è caratterizzata da un diverso colore del sedile

Art object in the form of a chair. Nine originals numbered and signed. Frame in natural colour, wax-finished walnut.
Anodised aluminum seat. Each series features a different seat colour.



 
Mostre terminate

Lucca
 

Fondazione Ragghianti

La forza della modernità.
Arti in Italia 1920-1950

20 aprile - 6 ottobre 2013
a cura di Maria Flora Giubilei e Valerio Terraroli




Bulldog 1934
Courtesy Museo Internazionale della Ceramica Faenza

La mostra punta i riflettori sulle connessioni, i confronti, le analogie espressive, stilistiche, tra le arti decorative italiane prodotte tra il 1920 e il 1950 e le espressioni dell'arte figurativa.
L'elevata qualità inventiva e formale delle opere prodotte nel periodo preso in esame ha rappresentato uno stimolo per la nascita dell'Italian Design.



 
Mostre terminate

Praga
 

Biennale 6
6 giugno 2013 - 15 settembre 2013

Bruno Munari sarà presente nella sezione Expanding Painting a cura di Helena Kontova, Giancarlo Politi e Nicola Trezzi.





 
NY Art Book Fair
 
 
 

New York
NY Art Book Fair
20 - 22 September 2013

An exhibition of book works by Bruno Munari - presented by Edizioni Corraini - will be housed in the courtyard dome.
Selections from the private collection of Giorgio Maffei will be on view as well.

Sunday, September 22
4.00 - 5.00 pm
David Reinfurt on Bruno Munari, circa 1962



 
Mostre terminate
 
 
 

Brera
Milano
Zavattini e i Maestri del Novecento
7 maggio - 8 settembre 2013



 
Mostre terminate
 
London Munari My Futurist Past
 


London
Estorick Museum
Bruno Munari
My Futurist Past

19 Settembre – 23 Dicembre 2012
A cura di Miroslava Hajek, Luca Zaffarano e Massimo & Sonia Cirulli Archive, New York.



Bruno Munari e il Concavo-convesso

La prima personale all'estero dalla morte dell'artista in un prestigioso museo dedicato all'arte italiana del '900.

Una mostra che analizza le radici futuriste del lavoro dell'artista che con le Macchine Inutili, l'ambiente Concavo-convesso, le Proiezioni Dirette e le Proiezioni Polarizzate abbandona le forme più tradizionali della pittura per sperimentare una visione ambientale e coinvolgente dell'arte.

Non il solito mix indistinto e indecifrabile di opere di ogni tipo - che Munari con ironia (mai compresa) definiva mostre collettive di Bruno Munari - , ma un percorso ragionato dal Futurismo all'arte Concreta.

Due percorsi di arte e di grafica consentono di approfondire la poetica di uno degli artisti più importanti del novecento italiano.

Il catalogo a cura di Miroslava Hajek e Luca Zaffarano per Silvana Editore in lingua inglese, 240 pagine ed oltre 150 illustrazioni, comprende una ricca sezione documentale ed i seguenti saggi:

Bruno Munari, Icon of Modernity
Massimo & Sonia Cirulli Archive
Bruno Munari, Futurista
Miroslava Hájek
The Visible Hand
Jeffrey Schnapp (Harvard Univ. MA.)
My Futurist Past, Present and Future
Pierpaolo Antonello (Cambridge Univ, UK)
The Maximum with the Minimum
Luca Zaffarano
How Could it be Done Differently?
Alberto Munari



 
Bruno Munari. My Futurist Past.

NY Times
International Herald Tribune
 




L'articolo At London Exhibition, Celebrating a Visual Master a cura di Alice Rawsthorn pubblicizza la mostra alla Estorick Collection of Italian Modern Art:

"Munari, who died in 1998, may not be as well known as his contemporaries, like Achille Castiglioni in design, or Lucio Fontana in art, but he exerted a profound influence over visual culture during his lifetime, and continues to do so today".

Link all'articolo del NY Times

L'articolo su International Herald Tribune
17 settembre 2012






 
Bruno Munari. My Futurist Past.

Independent
 




L'articolo Bruno Munari: Back to the Futurists a cura di Adrian Hamilton analizza la mostra alla Estorick Collection of Italian Modern Art:

"Munari is sometimes accused of spreading himself too thinly and widely to be a great artist. This three-room exhibition displays just how consistent he was, in his ambition and his imagination. A show to lift your spirits in these dispiriting times.".

Link all'articolo sull'Independent, 24 settembre 2012

Scarica l'articolo



 
Bruno Munari. My Futurist Past.

The Spectator
 




L'articolo Keepping the faith di Laura Gascoigne analizza la mostra alla Estorick Collection of Italian Modern Art:

"His decision in 1930 ‘to free abstract forms from the stasis of paintings and suspend them in the air’ was revolutionary, anticipating Alexander Calder’s mobiles by three years — one example from 1947 looks like a disassembled Mondrian on strings. To their creator, these free-floating forms had a poetic rather than a mechanistic function, as ‘objects to look at the way one looks at a drifting cloud having spent seven hours inside a factory full of useful machines’. He imagined them animated by their environments like ‘the movement of grasses in a field, the shape-shifting of clouds, the rolling of a stone in a brook’. Analogies with nature don’t seem far-fetched in front of his seminal light installation ‘Concave-convex’ (1947), in which a dangling form of folded wire mesh throws moiré shadows on to the surrounding walls like waves lapping over rippled lines of sand.".

‘How could it be done differently?’ was the question he continually asked himself — and, as this show reveals, the answers he arrived at were refreshingly different.

Link all'articolo di The Spectator, 24 novembre 2012



 
Bruno Munari. My Futurist Past.

Il Manifesto
 




L'articolo a cura di Stefano Jossa analizza la mostra alla Estorick Collection di Londra che "esplora due aspetti centrali dell'esperienza di Munari, tra gli anni trenta e cinquanta, nella loro reciproca relazione oltre che nella prospettiva di una via italiana alla modernità: la sua esperienza futurista (Art) e il suo passaggio al design (Graphic)".

"Munari è in realtà uno dei primi artisti novecenteschi ad esplorare la potenzialità dell'incontro tra estetica e comunicazione di massa."

Leggi l'articolo



 
Bruno Munari. My Futurist Past.

Doppiozero
 




L'articolo di Pierpaolo Antonello (Università di Cambridge, UK) analizza i rapporti tra Munari e il movimento futurista ed il suo ruolo di protagonista nella cultura italiana del novecento.

La relazione di Bruno Munari con il futurismo è uno degli aspetti più controversi della produzione di quello che pu= essere considerato il più importante artista italiano del Novecento. + un periodo poco studiato da storici e critici per quell’insistito cordone sanitario che è stato spesso e volentieri eretto dalla cultura italiana attorno ai prodotti artistici emersi durante il ventennio e associabili in senso lato con il regime.

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Bruno Munari. My Futurist Past.

University College London
 


London UCL Lecture
Department of Italian
Prof. Jeffrey Schnapp (Harvard) is speaking on
The ABCs and XYZs of Bruno Munari

Wednesday 17 October at 6.30pm
Lecture Theatre B05
Chadwick Building, UCL
Gower Street Entrance

With the participation of Dr. Pierpaolo Antonello (Cambridge), and in association with the Estorick Gallery and the exhibition 'Bruno Munari: My Futurist Past'.






 
Estorick Talk

Travelling Light: Cinematic Munari
 


Dr. Matilde Nardelli (UCL) is speaking on
Travelling Light: Cinematic Munari

Matilde Nardelli is a British Academy Postdoctoral Fellow at University College London, having obtained her PhD from UCL with a thesis on Michelangelo Antonioni and experimental film.
Matilde’s research looks at the interrelation between cinema and the other visual arts and media, and she is working on a book entitled: Moving Matters: Cinema and Its Objects in Late-Twentieth Century Art.

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Last Modified: 30 August 2016 09:58:44