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Nel banner particolari di: Xeroritratto di Bruno Munari; Munari 1966, fotografie di Ada Ardessi, Biennale di Venezia courtesy ISISUF Milano; Munari 1950, fotografia di Federico Patellani; Munari con Macchina Inutile 1956, fotografia di Aldo Ballo
 
 
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D. Buzzati, Il folletto Munari – Quarant'anni di nuove idee, Corriere della Sera, 22 ottobre 1971

Film Festival organizzato da Pontus Hulten: Proiezioni di Munari al Moderna Museet di Stockholm nel 1958

Depliant della mostra collettiva a Krefeld nel 1984

D. Buzzati, Ha fatto un libro strappando le pagine, in Corriere d'Informazione 10 dicembre 1955

Concavo e Convesso, in Domus ottobre-dicembre 1947

B. Munari, Manifesto dei multipli, Centro operativo Sincron, Brescia, 1968

B. Munari, Manifesto dei multipli, Centro operativo Sincron, Brescia, 1970

B. Munari, Guerra e Pace - Si cammina così - Sentirò la mia voce al telefono, in Humor nel mondo n°1, Giugno 1949

G. Kosice, Las búsquedas experimentales de Munari, in Geocultura de la Europa de hoy Ediciones Losange, Buenos Aires, 1959 (espanol)

B. Munari, Tanti saluti con fantasia, in Stampa Alternativa Roma 1987

R. Carrieri, Munari illusionista degli spazi, in Natura nov-dic 1932

B. Munari, L'Abecedario di Munari, Stile Robinson, Una casa a Fiumetto in Stile n. 30 Giugno 1943 Garzanti Editore

Marylin McCray, Catalogue Electroworks (excerpts), International Museum of Photography & Film, George Eastman House Publisher, Rochester N.Y., 1979

B. Munari, La grafica tridimensionale di Max Huber, in Design n. 4, Bergamo 1975

Bollettino del MAC N.1 - Oggetti Trovati

B. Munari, Belle e Brutte, in L'Automobile - marzo 1967

B. Munari, Surrealismo. E’ un film di Grandi Firme, in Le Grandi Firme - giugno 1938

B. Munari, Diagramma, in Orpheus - dicembre 1932

M. Datini jr., Notizie delle arti, in Le Arti luglio -agosto 1970

B. Munari, Dall'individualismo al collettivismo, in Arte Centro Milano, aprile - giugno 1975

Gruppo Q, Munari. Spazio Abitabile, Stampa Alternativa, Roma, 1999

C. L. Ragghianti, in Catalogo della mostra Ricerche visive, strutture e design di Bruno Munari La Strozzina, Palazzo Strozzi, Firenze, 1962

Bruno Munari, Astratto e concreto, in Catalogo della mostra Arte concreta, 9-24 aprile 1983, Palazzo del Ridotto Cesena, Ed. Industria Litografica SILA, Cesena 1983

M. Perazzi, Questo è il mio segreto, non mi arrabbio mai, in La Domenica del Corriere 26 marzo 1983, n.13 anno 1985

A. Segàla, Bruno Munari, in Epoca 28 novembre 1986, Milano, pp. 88-92

A. Linke, Bruno Munari: le regole del genio, in Frigidaire 1987

A. Nosari, Ansia di velocità, in L'Ala d'Italia 1 ottobre, 1938


 
Sculture da viaggio


 

Nel 1948 Munari espone alla Galleria Borromini di Milano la scultura, riprodotta in basso, il cui progetto è così semplice da essere disarmante.



scultura pieghevole, 1948
coll. priv. Parma


Un foglio di lamiera quadrata viene tagliata e piegata creando un volume-scultura in cui i pieni ed i vuoti creano forme negative-positive.
La novità sta nel gioco dei pieni e dei vuoti, nella semplicità del progetto che utilizza un modulo quadrato ed anche nel fatto che si introducono i tagli.

Chiunque con un foglio di cartoncino colorato ed una forbice può realizzare una scultura così semplice ed allo stesso tempo così complessa, la cui bellezza formale, a distanza di oltre mezzo secolo, non è affatto da archiviare.





scultura, 1991
edizione in 9 copie


Forse conviene partire da questa scultura per capire come Bruno Munari arriva all'ideazione delle sculture da viaggio, oggetti in cartoncino che hanno tra i loro antenati gli origami giapponesi.

Questi ultimi sono però differenti in un aspetto fondamentale: non prevedono il taglio della carta.

Munari invece introduce questa possibilità sia come variante, sia come elemento essenziale.

Le prime sculture da viaggio nascono all'inizio degli anni cinquanta come sculture pieghevoli e di fatto vengono regalate o spedite come biglietti di auguri; successivamente, a partire dal 1958, prendono il nome definitivo di sculture da viaggio.

La prima scultura da viaggio in cartoncino viene regalata nel 1958 come omaggio ai propri clienti dalla valigeria Valaguzza di Milano.

E' un'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità, è un gadget dell'era del marketing e fornisce valore aggiunto, ma è anche una soluzione innovativa nella storia della scultura e della cultura italiana.

Nessuno aveva mai pensato ad una scultura trasportabile, pieghevole, come una sedia, economica e facilmente riproducibile.



La scultura da viaggio nasce con tutte le caratteristiche tipiche dell'era moderna: è low-cost, è pratica, volendo è anche mono-uso, è al servizio del moderno nomade che abita più case o che talvolta abita a diverse latidudini, è democratica by design, è leggera, quando viene esposta non ha bisogno di grandi spazi e può esprimere anche una dimensione culturale privata.




scultura da viaggio
multiplo della valigeria Valaguzza
Milano 1958
fotografia di Ada Ardessi
courtesy Isisuf Milano


La scultura si presenta piegata in una busta. Si apre la busta e si estrae la scultura. Appoggiate la scultura su di un piano orizzontale (sui piani inclinati scivola) e prima di spegnere la luce osservate come questa illumina le varie parti sporgenti o rientranti, le parti piene e quelle vuote. Voltatela dall'altra parte, cambia aspetto, i vostri pensieri da pratici diventeranno lentamente estetici (la velocità dipende da voi), non vi domanderete più "cusa l'è chel rob ki" [cosa è quella roba lì? in dialetto milanese, ndr] e vi addormenterete felici. Buona notte.

[Bruno Munari, Codice ovvio, Einaudi]




Pensiamo ad un viaggiatore moderno. Un viaggiatore giovane di fuori e anche di dentro. Un tipo che appartiene ad una cultura internazionale, non un analfabeta culturale. E siccome una persona non è completa se non cura tutte le parti di se stessa, non solo l'apparenza ma anche la sostanza, ecco che nasce da un certo punto, quasi chiamata dalle esigenze vitali più complesse, la scultura da viaggio.

[Bruno Munari, Codice ovvio, Einaudi]







Sculture da viaggio in cartoncino colorato di varie dimensioni e forme.




Bruno Munari in studio con alcune sculture da viaggio di materiali diversi




Progetto per scultura da viaggio, matita su carta, 1958




Progetto di scultura da viaggio.
La scultura va ritagliata esternamente ed ha due tagli interni a forma di "v" (diritta e capovolta).
Semplice da produrre e da costruire.




Realizzazione della scultura da viaggio in ferro con cerniere.




Questa realizzazione è fissa, non ripiegabile.




Scultura da viaggio, cartoncino piegato



   

Scultura da viaggio in cartoncino




Questa scultura da viaggio è ottenuta da un unico foglio di alluminio ed è basata su una soluzione davvero innovativa.
Le linee che definiscono le pieghe sono tracciate grazie ad un bagno e all'azione corrosiva di un acido. La scultura si ottiene piegando, con un colpo solo, il foglio, attraverso una azione che sfrutta le linee "indebolite" dal lavoro dell'acido.




scultura da viaggio in cartoncino




scultura da viaggio in cartoncino




multiplo in cartoncino




scultura da viaggio in ottone nichelato


Munari negli anni '90 realizza molte sculture in grandi dimensioni. Alcune di queste opere vengono create utilizzando l'acciaio corten (che si modifica con il tempo e le intemperie) e sono esposte sul lungomare di Napoli e di Cesenatico. Altre hanno trovato una collocazione fissa, come a Portofino, Riva del Garda, Cantù.




progetto di scultura




progetto di scultura




scultura alta 2 metri, collocata nel parco di Portofino




Scultura in acciaio corten in mostra nel 1990 sul lungomare di Napoli




Un'altra scultura in acciaio corten in mostra nel 1990 sul lungomare di Napoli




scultura alta 6 metri collocata a Riva del Garda



   

Munari in studio con la
scultura pieghevole rossa 1951
lamiera verniciata cm 80 x 200
coll. priv.





scultura pieghevole 1951
lamiera verniciata cm 100 x 150
coll. priv.





scultura pieghevole 1956
cartoncino

Certamente i collezionisti che vogliono spendere bene il loro denaro le vogliono di bronzo, magari il calco di una patata, ma di bronzo.
Io non penso ai collezionisti quando faccio le mie ricerche... ed è perciò che alcune sculture sono presentate addirittura in cartoncino, alcune sono realizzate in metallo o legno, una è di carta velina, leggerissima come un aquilone per i viaggi in aereo...


[Bruno Munari, 1958]




scultura da viaggio in cartoncino
coll. priv. Parigi

Travel sculptures started off as small sculptures (some even pocket size) to carry with you, or so you could take part of your own culture to anonymous hotel room.

[Bruno Munari]




scultura da viaggio 1958
Coll. priv.






modelli per grandi sculture da viaggio
foto ©Pierangelo Parimbelli

complicating is easy, simplifing is hard
Last Modified: 16 November 2017 23:06:20