1930 macchine inutili    forme astratte in movimento nello spazio                                1946 concavo-convesso    una rete metallica ripiegata ed appesa, un ambiente mutevole di immagini ombre rifrazioni, una nuvola                                1948 pitture negativo positive    annullato il contrasto tradizionale tra la figura e il fondo                                1950 proiezioni di luce    la pittura si smaterializza, diventa ambiente, lo spettatore entra nella composizione proiettata                               1951 macchine aritmiche     la regola e il caso, il ritmo e l'imprevisto                                1951 oggetti trovati    sassi cortecce radici valvole manifesti strappati, la natura e l'arte
 
 
Il passato futurista di Bruno Munari                      
Nella storica mostra del 1986 dedicata al Futurismo e curata da Pontus Hulten nella rinnovata sede di Palazzo Grassi a Venezia, Bruno Munari era presente solo con due opere: la macchina inutile con guscio di zucca del 1934 ed una tavola tattile del 1938, opere mai più esibite durante le successive esposizioni di questa mostra in Europa.


macchina inutile con guscio di zucca
ed elementi mobili
1934
courtesy Miroslava Hajek


tavola tattile con parte mobile 1938
courtesy Miroslava Hajek

In occasione dei festeggiamenti per i cento anni del futurismo [1909 - 2009] per i quali sono in programma importanti mostre europee (Centro Georges Pompidou Parigi, Scuderie del Quirinale Roma, Tate Modern Londra) ed il grande evento italiano futurism100 che vedrà coinvolti i musei di Rovereto (Mart), Venezia (Museo Correr) e Milano (Palazzo Reale) crediamo sia giunto il momento di rileggere il passato futurista di Munari.


Il passato futurista di Bruno Munari

Nel 1926 Bruno Munari non ancora ventenne arriva a Milano e viene presentato, grazie al libraio Escodamé (Lescovic), a Marinetti e Prampolini, dai quali è subito introdotto nel gruppo futurista milanese.

Il periodo giovanile, di impianto futurista, del promettente Munari è ancora oggi da indagare nel suo complesso, sia per le influenze che certe idee ebbero sul Munari più maturo, sia perché la sua presenza nel cosidetto secondo futurismo (definizione di comodo) non fu certo marginale.
Munari, da Marinetti ritenuto il giovane più brillante, e per questo stimolato ad avere un'idea nuova creativa al giorno, si distingue per l'originalità e la maturità con la quale riconosce i limiti stessi del movimento, nonché per la capacità di sperimentare, in massima libertà, materiali ed idee, realizzando opere che difficilmente possono essere definite scolastiche.

In questo periodo, quasi in modo caleidoscopico, convivono e vengono assorbite esperienze ed idee di vario tipo, che Munari sperimenta sul campo, realizzando opere anche con l'obiettivo primario di comprendere il problema: futurismo, cubismo, dada, surrealismo, metafisica, razionalismo, astrattismo sono stimoli che ritroviamo modificati dalla capacità di Munari di sviluppare una propria personale poetica.

Il periodo che coincide con il primo decennio di attività di Bruno Munari si presenta quindi ricco di motivazioni culturali e di scambi tra movimenti; periodo fluido nel quale uno spirito sperimentatore, quale è Munari, ha modo di flitrare tutti gli "ismi" più avanzati della cultura italiana ed europea [Aldo Tanchis, L'arte anomala di Bruno Munari]



costruire 1928
pubblicato sul catalogo della mostra Trentatre Futuristi
alla Galleria Pesaro Milano 1929

Costruire è uno dei primi quadri futuristi dove la scomposizione ascensionale richiama alcuni lavori di Boccioni.



notturno 1929

In notturno sono evidenti le affinità con certi paesaggi di Paul Klee.


l'ospedale delle macchine 1929


Tra le principali influenze del Munari futurista ricordiamo le suggestioni suscitate dalle opere di Enrico Prampolini: troviamo influenze evidenti nella pittura cosmica, in molti disegni e collage (anche degli anni '40) e nella prima macchina aerea del 1930 (quasi un disegno di pianeti ed orbite).
Enrico Prampolini rappresenta per Munari anche un ponte verso le nuove istanze artistiche europee del periodo, poiché è in contatto già dal 1916 con i dadaisti Hans Arp e Tristan Tzara e con esponenti dei movimenti De Stijl e Bauhaus, inoltre soggiorna a Parigi dove dal 1925 entra in contatto con il movimento del surrealismo.


senza titolo Bruno Munari 1930

Questa opera è riconoscibile (quarta da sinistra) nella fotografia della parete dedicata a Munari durante la collettiva Ventitre Pittori Futuristi alla Galleria Pesaro (Milano) del 1930.



senza titolo Bruno Munari 1930 circa
tempera su cartone cm 39 x 72
courtesy Lattuada Studio Milano


senza titolo Bruno Munari 1932
Coll. Casaperlarte Fondazione Paolo Minoli

Molti sono i temi che Munari sviluppa in questi anni, spesso in modo sincronico, e che andrebbero indagati adeguatamente, riportandoli a quegli sviluppi futuri che hanno reso così importante il percorso artistico di Munari.

Elenchiamo alcuni di questi temi:

  • il dinamismo e lo studio del fluire di segni e forme che spinge Munari verso un'idea di arte mobile
    periodo futurista: studi sul movimento (disegni, pitture), installazioni di macchine inutili, da tavolo, da parete, da terrazzo, da giardino
    lavori posteriori: realizzazione di fontane, installazione di concavo-convesso, ambienti di luce, scomposizione della luce con filtro polaroid, filipesi

  • l'importanza della macchina
    periodo futurista: macchina aerea, macchina inutile
    lavori posteriori: macchine aritmiche, realizzazioni cinetiche, uso paradossale di macchine fotocopiatrici, utilizzo di componenti tecnologiche in qualità di fossili del duemila

  • il tattilismo e l'importanza di uno stimolo plurisensoriale nell'arte
    periodo futurista: composizioni polimateriche, tavole tattili
    lavori posteriori: sensitive, messaggi tattili per non vedenti, laboratori liberatori per adulti, laboratori pedagogici per bambini

  • la pittura cosmica quale paradigma di un mondo favoloso, poetico, spirituale
    periodo futurista: opere astratte, fotogrammi, collage, oggetti metafisici
    lavori posteriori: oggetti trovati, ricostruzione teoriche di oggetti immaginari, sassi, il mare come artigiano

  • gli interventi grafici, scenografici e nelle arti decorative (ritroveremo, sviluppate, molte delle invenzioni di questo periodo nelle successive attività professionali di grafica editoriale e di design industriale)



  • Il dinamismo


    Per Munari fin dai primi anni di partecipazione al movimento appaiono evidenti i limiti dell'esperienza futurista, paradossalmente centrata su tecniche statiche per far vedere cose dinamiche, ottenendo, come risultato, quello di fermare un momento, un istante, del dinamismo.
    Per Munari invece il movimento va usato come tecnica in modo dinamico per cui non si ferma l’immagine che si forma.


    Bruno Munari dinamismo di un motociclista 1927
    cm 18 x 18 courtesy Miroslava Hajek

    Munari era solito tenere l'opera dinamismo di un motociclista nel taschino della giacca, ripiegata in quattro, per esibire all'occorrenza, con l'usuale understatement che lo contraddistingueva, il proprio passato futurista



    Bruno Munari uomo che cammina 1931
    chine colorate su cartoncino, cm 15 x 13,5
    courtesy Miroslava Hajek


    Bruno Munari uomo seduto 1931

    Molte opere del periodo futuriste sono mirate a raffigurare una trasformazione attraverso i suoi elementi infiniti, cercando di rappresentare non tanto una forma precisa, ma il fluire di una forma, cercando di rappresentare, ma evitando di fissarlo, un momento del dinamismo di un segno che è passato di lì.



    Bruno Munari 1932



    a passo di corsa 1932
    courtesy Miroslava Hajek


    I risultati sono una scomposizione del movimento che finisce per essere sempre più astratto, accennato, essenziale.



    due figure in movimento 1938
    courtesy Miroslava Hajek


    Il pittore futurista vuole dipingere il movimento dell'oggetto e non l'oggetto stesso. [...] Da questo momento l'oggetto, approfittando del movimento che gli ha imposto il futurismo, parte e non lo rivedrete mai più, sotto forma verista, nei quadri moderni.
    Così Munari commenta con ironia nel 1944 in Fotocronache le intenzioni estetiche del movimento futurista.

    A questo punto è chiaro che le tecniche statiche (pittura) risultano inadeguate per la rappresentazione del movimento e vanno indagate tecniche innovative in grado di tradurre nel linguaggio visivo la fluidità dei processi di trasformazione, tipici del movimento.
    La conseguenza logica di questo pensiero è la costruzione di oggetti d'arte caratterizzati dal movimento libero di forme e colori nello spazio (come nel caso delle macchine inutili progettate a partire dal 1930).



    La macchina



    ruota di mulino sull'adige
    fotografia conservata in studio da Munari

    Nel rapporto tra macchina ed arte l'interpretazione di Munari, che poggia le proprie basi in lunghe osservazioni dei mulini sulle rive dell'Adige, dai movimenti lenti, sincronizzati con le forze della natura, si discosta molto da quella proposta dal movimento futurista, incentrata invece sulla potenza, la velocità, la forza.



    respiro di macchina 1932

    Respiro di macchina è una delle prime macchine inutili, da appendere alla parete, i movimenti prodotti si sviluppano a partire dal concetto di leva: pesi, fili e braccio sono le componenti principali. A guardare bene si scorge un viso, che la macchina ci sorrida ?

    Il nome stesso di macchine inutili introduce, con la semplicità, ma anche con la forza di uno slogan, un visione meno retorica, meno euforistica, più distaccata ed ironica di intendere la macchina.
    La macchina come strumento per uno sviluppo di forme astratte nel dominio spazio-temporale, in cui diventa fondamentale ai fini del progetto estetico introdurre la casualità (basta un soffio di vento), per equilibrare la monotonia dei movimenti della macchina, per renderli imprevedibili e dunque compositivamente accettabili.


    macchina inutile n. 19
    fotografia pubblicata sulla rivista La Lettura nel 1937

    La macchina di Munari è sempre imprevedibile e caratterizzata da movimenti casuali, non è utilitaristica, nell'era del fatturato non ha fini produttivi; allo stesso tempo con la sua presenza ci fa riflettere sull'utile e sull'inutile (positivo e negativo, due aspetti della stessa realtà), sull'utilità dell'inutile e sull'inutilità dell'utile.

    Nella costruzione delle macchine inutili gioca un ruolo importante, come avvenne per Calder, la conoscenza dei lavori di Mondrian.
    In particolare l'artista olandese opera una semplificazione radicale: elimina ogni elemento decorativo, interpretato come rumore di fondo, come elemento di disturbo nella comunicazione visiva, porta la pittura ad una essenzialità non referenziale, la arricchisce di una strutturale asimmetria tipica del linguaggio visivo orientale.
    Tutte innovazioni compositive che saranno a lungo assorbite, reinterpretate e fatte proprie da Munari, infine formalizzate in molti scritti dopo i proficui soggiorni giapponesi.


    disegno di macchina (inutile o aerea?) 1930

    E proprio con le macchine inutili che Munari, partendo dal futurismo, opera il passaggio verso l'arte astratta e verso l'ambiente, liberando l'opera d'arte dalle restrizioni del formato del quadro.

    Lo spirito creativo di Munari è quello di uno sperimentatore a cui non bastano le soluzioni pittoriche innovative e, benché affondi le proprie solide radici nel futurismo, è forse l'autore che più di ogni altro mette in pratica le soluzioni teoriche prospettate da Balla e Depero nel famoso manifesto Ricostruzione futurista dell'universo del 1915.
    Si pensi, in particolare, a come è frequente nelle opere di Munari l'uso di materiali poveri: fili di metallo o di cotone, carte veline, fogli trasparenti, congegni meccanici, parti mobili, che ritornerranno in tanti cicli di opere successive.


    macchina inutile da tavolo n. 11
    fotografia pubblicata sulla rivista La Lettura nel 1937

    Molte delle opere di Munari di questo periodo realizzate con materiale povero, facilmente deperibile, testimonianza di una ricchezza creativa futurista davvero eccellente, sono andate disperse, forse distrutte, portate a spasso in tutta Italia ed anche all'estero nelle molte collettive organizzate dal movimento.



    La pittura cosmica


    Scrive Carlo Manzoni nel 1934 sulla rivista Natura in Bruno Munari. Palombaro della fantasia
    ...in un mondo completamente suo e da lui inventato e costruito, egli immagina di essere proiettato alla velocità della luce nell'etere inesplorato
    ...nell'imensità del suo infinito FUTURISTA, nella realtà del suo astratto, MUNARI costruisce ed inventa per il maggior benessere dello spirito.


    sensibilità cosmica 1930
    coll. privata



    collage 1933

    Un'altra recente espressione della pittura futurista è il cosiddetto paesaggio cosmico: sogno aereo di superamenti terrestri, d'avventure psicologiche fra gli astri, di stelle e pianeti roteanti negli spazi infiniti. E in questo genere uno degli esempi più singolari lo dà Prampolini, che mentre nei quadri cosmici s'adopera quando può a smaterializzare la sua tecnica e ad astrarsi in una sensibilità interplanetaria tutta fuori dalla realtà e dalla vita, nei quadri tattili, come i futuristi li chiamano, e cioè completati col sussidio di materie estranee alla pittura, pur restando astratto, s'aiuta ad evocare le cose rappresentate coi mezzi più realistici.
    Ma un'artista che si serve di tutti gli espedienti possibili per accrescere di valori tattili i valori pittorici, associandoli in modi curiosi, è Munari, il quale con una sua figurazione intitolata, se ben ricordo, il mormorio della foresta, applica dei piccoli rami d'albero risegati sulla superficie dipinta, e altrove, sconfinando interamente dalla pittura, inventa una sua macchina per contemplare, composta da fiale e tubetti, e liquidi misteriosi. Stranezze, ma spesso divertenti, come la radioscopia dell'uomo moderno: scheletro umano formato di legno e metallo, con un globo sospeso fra le costole. L'uomo che porta il mondo entro sé.


    [testo tratto da Bruno Munari, Centro Studi e Archivio della Comunicazione, Università di Parma, 1979]



    viaggio nello spazio 1932


    meteora e pianeta spento 1932


    meteora su cielo rosa 1933


    cartina cosmica 1930
    coll. privata



    Il tattilismo


    Marinetti fu il primo a creare delle tavole tattili (famosissima la Sudan-Paris del 1920) e scrisse il manifesto del tattilismo nel 1921.
    Munari fu sempre interessato ad esplorare le qualità, le texture (la pelle) dei materiali disponibili, per poi utilizzarli nelle composizioni per le loro qualità. Va ricordato che Munari dimostrò sempre una curiosità senza fine per ogni tipo di materiale, senza preclusione alcuna, non solo in termini sensoriali, ma anche nei termini di caratteristiche visivo-materiche.



    polimaterico 1933


    Le tavole tattili sono solo il primo passo verso un'arte globale in senso esperenziale, mirata a stimolare tutti i recettori dello spettatore, adulto o bambino che sia.
    Lo fece succesivamente con le divertenti sensitive, oggetti d'arte da manipolare e di cui sorridere per la reazione elastica imprevista a fronte di sollecitazioni, con i libri illeggibili (un rimedio contro le fissazioni funzionali?), ma anche con i prelibri dove i piccoli possono esplorare libri in gomma piuma, in tessuto con bottoni, di legno, mordibi e trasparenti, con sbuffi di cotone da usare anche sotto i piedi.
    Compose opere d'arte in forma di messaggi tattili per non vedenti ed esplorò a lungo tutti i sensi nei laboratori pedagocici per bambini o per adulti (laboratori lablib, laboratori liberatori per adulti dalle troppe certezze o fissità).


    tavola tattile 1931
    cm 100 x 8 Coll. Corraini



    Gli interventi grafici

    1929

    Interventi grafici di Bruno Munari
    Articolo di O. Vergani Un pittore futurista: Munari
    in La rivista illustrata del popolo d'Italia giugno 1929




    1931

    E' prevista la pubblicazione, poi non realizzata, forse per difficoltà economiche, del volume L'Almanacco dell'Italia Veloce, che avrebbe costituito un vero e proprio monumento dell'immaginazione pubblicitaria futurista. Ne rimane una raccolta notevole e assai varia di proposizioni pubblicitarie futuriste in bozzetti di manifesti di Bruno Munari (2), Nicola Diulgheroff (2), Giacomo Balla (1), Ugo Pozzo (1), Gerardo Dottori (1).


    Pubblicità a scoppio 1930
    bozzetto per l'Almanacco dell'Italia veloce


    1932

    Viene pubblicato Il Cantastorie Campari con 27 figurazioni grafiche di Bruno Munari. Stampato in 1000 esemplari offerti dalla Ditta Campari in cui si alternano delle poesie d'amore di Renato Simone alle invenzioni visive di Munari.







    1933

    Viene pubblicata L'anguria lirica, una delle litolatte di Tullio d'Albisola con illustrazioni di Bruno Munari e Nicola Diulgheroff, prefazione di Marinetti.






    1937



    Viene pubblicato Il poema del vestito di latte in cui Marinetti mette in atto una sorta di dramma dei materiali, con l'impaginazione e le illustrazioni di Bruno Munari. Pubblicato da Snia Viscosa.





    L'impaginazione e la grafica è ancora oggi molto attuale, ricca di spazio bianco, con immagini sovrapposte ed effetti di trasparenza, con soluzioni che abbracciano entrambe le pagine aperte.






    La ceramica

    L'abitazione-laboratorio-negozio di Tullio Mazzotti d'Albisola, progettata dall'architetto futurista Nicolaj Diulgheroff, divenne negli anni '30 la fucina di tecniche d'avanguardia sperimentate da numerosi artisti che modellarono la materia ceramica con forme e colori inusuali.
    Oltre alla partecipazione ad una delle celebri Litolatte (1933, L'Anguria Lirica), le realizzazioni di Bruno Munari sono veri e propri giochi compositivi, costruzioni a sorpresa, connesse sempre alla funzionalità dell'oggetto.




    Bruno Munari Bulldog ceramica 1934



    Bruno Munari La tassa delle imposte
    ceramica 1934



    Bruno Munari Vaso con chiavi ceramica 1935



    Bruno Munari con Tullio d'Albisola a casa Mazzotti



    La scenografia

    L'occasione scenografica per il Munari futurista appena ventiduenne si ha con Il suggeritore nudo di Marinetti al Teatro degli Indipendenti nel 1929 a Roma, assieme allo stesso Anton Giulio Bragaglia.
    Munari affronta il compito realizzando un sipario con grande libertà e con ricorso ad un'impaginazione basata sulle parole in libertà, dove gli elementi di scrittura sono dominati dal nome del protagonista, Mario Applausi, riportato con evidenza sulla scena, e che allo stesso tempo hanno una forte modernità grafica e pubblicitaria.

    Gli interventi grafici vengono pubblicati sulla rivista Comoedia sul numero 15 del dicembre 1929.



    Bruno Munari disegno per il suggeritore nudo 1929


    Nel 1935 si hanno i primi interventi scenici per un balletto con trampoli che, pur rimandando al Bauhaus e ad Oskar Schlemmer, mostrano segni, scritture, alfabeti nello spazio, quasi a preannunciare quelle che poi negli anni successivi saranno definite scritture illeggibili.



    progetto per balletto sui trampoli 1935
    courtesy Miroslava Hajek


    Con il ballo e l'acrobazia Munari disegna delle scritture nello spazio, prefigurando un interesse per le trasformazioni più fluide, come nel caso della danza, dove ci sono immagini che si formano e si disfano e non ha importanza che ci sia il corpo [Bruno Munari]




    Una fotografia dello studio di Bruno Munari nei primi anni trenta in cui sono visibili molte opere, tra queste in basso a destra respiro di macchina.









       

    In una famosa fotografia si può vedere la parete riservata a Munari durante la collettiva Mostra Futurista arch. Sant'Elia e 23 Pittori Futuristi, alla Galleria Pesaro, 1930 Milano. Queste opere sono state esposte negli anni '30 in tutta Europa e pare che siano rimaste bloccate all'estero in seguito alle vicende tumultuose dell'epoca pre-bellica. Pertanto questi lavori, molto importanti ai fini di una valutazione del primo Munari futurista, sono ad oggi ancora introvabili, soltanto uno di questi è disponibile presso una collezione privata.

    Tutte le opere futuriste di MUNARI sono sparse per il mondo (nel senso che non sono più tornate a casa dalle mostre)
    [Bruno Munari]


    composizione futurista Bruno Munari 1930
    particolare di una fotografia della parete dedicata a Munari alla Galleria Pesaro 1930

    Il Gruppo dei pittori futuristi Milanesi guidato dal giovanissimo e genialissimo Bruno Munari si presenta in piena efficienza.
    [Dalla prefazione di F.T. Marinetti sul catalogo della mostra Trentatrè Futuristi Galleria Pesaro 1929]




    Inaugurazione della Mostra Trentatrè Futuristi. Seduti vi sono Filippo Tommaso Marinetti, a sinistra, e Fillia a destra. In piedi a sinistra di Fillia si possono vedere Prampolini, con accanto Bruno Munari.



    ritratto di Cesare Andreoni 1930


    fotografia di Cesare Andreoni

    Molti dei disegni di Munari di questo periodo mostrano una vena umoristica o sono di ispirazione meccanica; i ritratti di personaggi sono spesso composti da cilindri, coni o volumi di vario tipo, talvolta anche spigolosi.


    ritratto di Luigi Russolo 1927


    Luigi Russolo

    Il pittore dei coni "Bum" non ha che diciannove anni ed è milanese, e si chiama al secolo, bruno munari... con la "b" e la "m" minuscole, come si può leggere nella sua carta da visita.
    Disegnatore meccanico e innamorato della sua tecnica, egli ha cominciato tre anni or sono a trarre dalla semplicità di linee che vedeva nei complicati congegni, gli elementi di una arte, che pur inquadrandosi nella catena futurista, ha già manifestazioni simpaticamente personali, attraverso una limpida sensibilità umoristica, aderente alla vita che si svolge sotto gli occhi osservatori dell'artista.

    [Recensione di una mostra di Munari, Giornale milanese 1927, pubblicata su Far Vedere l'Aria di C. Lichtenstein e A. W. Haberli]



    Collage su cartone figura 1927-28 circa



    disegno del 1929 per lo scritto di Marinetti il suggeritore nudo pubblicato su Comoedia



    opera futurista 1930
    particolare di una fotografia della parete dedicata a Munari alla Galleria Pesaro 1930


    scomposizione di un nudo 1930
    particolare di una fotografia della parete dedicata a Munari alla Galleria Pesaro 1930


    figura 1931



    Le mostre futuriste di Bruno Munari


    1927 Galleria Pesaro, Milano
    Bruno Munari inizia a partecipare come pittore alle mostre futuriste prendendo parte alla Mostra di Trentaquattro Futuristi alla Galleria Pesaro.
    Nel catalogo testi teorici di Marinetti, Benedetta, Azari, Fillia. Espongono tra gli altri Balla, Benedetta, Boccioni, Depero, Dottori, Farfa, Fillia, Munari (con l'opera L'elefante), Prampolini, Russolo, Sassu.

    1928 Teatro Scientifico di Mantova, Mantova
    Mostra d'Arte Futurista, Novecentista, Strapaesana
    Per il Futurismo partecipano tra gli altri: Sassu, Munari (con l'opera Uomo geometrico), Farfa, Fillia, Diulgheroff, Marini, Sartoris, Rosso.

    1929 Galleria Pesaro, Milano
    Espone nella mostra collettiva Trentatré futuristi
    Catalogo con testo teorico di Marinetti. Vi prendono parte: Balla, Bot, Diulgheroff, Dottori, Farfa, Fillia, Mazzotti, Munari (con l'opera Costruire pubblicata sul catalogo), Prampolini, Ricas, Rosso, Tato, Thayaht.

    1929-30 Galerie 23, Parigi
    Partecipa alla mostra Peintres Futuristes Italiens alla Galerie 23 di Parigi.
    Catalogo con un testo di G. Severini. Espongono, per la pittura: Severini, Russolo, Balla, Prampolini, Depero, Dottori, Fillia, Diulgheroff, Munari(con l'opera Costruire pubblicata sul catalogo e le opere Nu à l'orange e Danseuse); per l'architettura: Sant'Elia e Sartoris.

    1930 Galleria Pesaro, Milano
    Munari partecipa con 16 opere alla Mostra Futurista arch. Sant'Elia e 23 Pittori Futuristi, nel catalogo una dichiarazione di poetica e l'immagine dell'opera esposta Scomposizione di un nudo.

    1930 XVII Biennale di Venezia
    Partecipa con il gruppo futurista alla Biennale con le opere autoritratto e mano. Sul catalogo introduzione di Marinetti.

    1931 Galleria Pesaro, Milano
    Partecipa alla Mostra Futurista di aeropittura e scenografia
    In catalogo Manifesto della aeropittura e dichiarazioni dei singoli gruppi.
    Munari espone Latitudine 18, La bella morte, Volo notturno, Zone atmosferiche, Volo nel corpo di lei, Infinito verticale, Volo a vela, Pilota, Volo senza rotaie, Sosta aerea, Aerocristallo, Aeropittura, Aeropittura.
    [fonte: Catalogo Mostra futurista di aeropittura e di scenografia, Galleria Pesaro, Milano, ottobre-novembre 1931]

    1931 I Quadriennale Roma
    Espone con il gruppo futurista, assieme a Balla, Benedetta, Depero, Dottori, Fillia, Prampolini, Tato, Thayaht, nella sala 13 le opere: Velocità e Dinamismo di corpo femminile.

    1931 Palazzo della Permanente, Chiavari
    Mostra futurista di pittura, scultura e arte decorativa

    1932 Galerie de la Reinnassance, Parigi
    Espone l'opera Infinito verticale e l'opera Aerocristallo nella mostra Enrico Prampolini et les aereopeintres futuristes italiens

    1932 XVIII Biennale di Venezia
    Partecipa con il gruppo futurista alla Biennale con l'opera spessori d'atmosfera. A Depero e Prampolini vengono dedicate delle sale.

    1932 Galleria Pesaro, Milano
    Partecipa alla Mostra di aeropittura futurista

    1933 Galleria Pesaro, Milano
    Marinetti organizza una mostra Omaggio futurista a Umberto Boccioni
    Munari suddivide i propri lavori in pittura, polimaterici, plastica e polimaterici pubblicitari.
    Espone per le pitture: viaggio nel tempo, astronomia, che strano paesaggio
    per i componimenti polimaterici: mormorio della foresta, voluttà, gli alberi, meteora su cielo rosa, meteora su cielo verde, meteora su cielo nero, dramma, visto dall'aeronave, apparizione di Filippo, circo, macchina per contemplare (atomi), macchina per contemplare (meteore)
    per la plastica: radioscopia dell'uomo moderno
    per i polimaterici pubblicitari: eleganze maschili

    1933 Galleria 3 Arti, Milano
    Prima personale di Bruno Munari dove vengono esposte le innovative macchine inutili, nate dall'unione di elementi pittorici, scultorei e materici.

    1933 Mostra di fotografia futurista, Roma
    In questa mostra, rispetto alle precedenti del 1930 (Roma), del 1931 (Torino), del 1932 (Roma, Prima Biennale Internazionale di Arte Fotografica), Marinetti espande la selezione di artisti considerati futuristi. Gli autori invitati utilizzano differenti tecniche: fotocollage, fotomontaggi, assemblaggi, fotogrammi (Munari).

    1933 V Triennale Milano
    Collabora, insieme col gruppo futurista, al progetto di Stazione per aeroporto civile di Enrico Prampolini condecorazioni murali nel sottopassaggio.

    1934 Palazzo dell'Arte, Milano
    Munari presenta una pittura murale alla Mostra dell'aeronautica

    1934 Galleria 3 Arti, Milano
    Partecipa alla mostra Scelta di futuristi venticinquenni.
    Alla vernice Bruno Munari, fra gli espositori con 13 opere, tra cui le sue macchine inutili, legge il Manifesto tecnico dell'aeroplastica futurista (pubblicato a Roma da Sant'Elia) che ha sottoscritto con Manzoni, Ricas, Furlan, Regina.

    [..]Esempio: si vola, indubbiamente esiste una emozione del volo (come una volta esisteva una commozione di fronte a un tramonto) l'emozione del volo è autonoma, non assomiglia a nessun'altra emozione; ebbene quale arte all'infuori della nostra aeropittura che esprime già molto, esprime oggi questa emozione? Zero cari passatisti.

    E' nella logica normale affermare che solo i futuristi potevano risolvere la questione. Hanno lo spirito adatto e sentono profondamente questa epoca in cui vivono; essi dopo aver volato studiato analizzato le nuove bellissime emozioni sono in grado di regalarvi le loro scoperte affermando che vivono questi importantissimi elementi sufficientissimi per creare una nuova arte:
    . Senso cinepanoramico a sorpresa del volo.
    . Ebrezza dello spazio e dei volumi d'aria (colore calore densità umidità ecc.).
    . Estetica e ritmo della smaterializzazione della materia.
    . Tattilismo aeroplastico polimaterico.
    . Senso meccanico allo stato puro (macchina = arte, cioè invenzione di macchine inutili).
    . Approfondimento nell'universo materiale (realtà) e spirituale (creazione).

    Per cui ci siamo detti: urge una nuova arte! (naturalmente urge per noi sensibili ché tanto il pubblico se ne frega che si possa trasmettere una nuova sensibilità come non avrà certamente organizzato magnifici festeggiamenti al sig. Newton quando scoprì la forza di gravità). Questa nuova arte senza a maiuscola e se volete senza anche la parola arte (che molti applicano con la massima facilità creando l'Arte di radersi, l'Arte di cuocere le uova ecc. ma esitano ad applicarla ad un nuovo autentico fatto artistico) questa nuova sensibilità ha bisogno per esprimersi di una manifestazione al di là della pittura e della scultura, che contenga in sintesi, del cinema (senso cinepanoramico) del ritmo, della materia, dell'aria e dello spazio.

    Questa nuova espressione noi la chiamiamo aeroplastica futurista o anche progetto di paesaggio (ricostruzione combinazioni di paesaggi) poiché saranno complessi plastici polimaterici tattili da viaggiarvi dentro, saranno progetti di paesaggio da volarvi dentro anche solo con la fantasia, questo aeroplano senza motore della realtà; per mezzo dei nostri plastici polimaterici noi vogliamo dare a chi guarda la possibilità di entrare a far parte della nostra opera come trovandosi in aeroplano fa parte del paesaggio in cui vola.

    Di conseguenza la nostra insuperabile fantasia ottimista ci suggerisce: ambienti aeroplasitici termici tattili olfattivi ecc. case quartieri città non più a vanvera ma disposti in senso plastico polimaterico tattile luminoso fumigante coloratissimo deviando fiumi costruendo boschi laghi prati aria acqua terra secondo i nuovi progetti di paesaggio
    [...]

    1934 XIX Biennale di Venezia
    Partecipa con il gruppo futurista alla Biennale con le opere ai limiti della pittura, macchine nel bosco e spiaggia

    1934 Hotel Negresco, Nizza
    Mostra Les aeropeintres futuristes italiens

    1936 XX Biennale di Venezia
    Munari partecipa, fra i tanti, con Andreoni, Benedetta, Crali, Diulgheroff, Dottori, Fillia, Korompay, Prampolini, Regina, Ricas, Mino Rosso, Tato, Thayaht nella Mostra degli aeropittori futuristi ospitata nel padiglione dell'URSS curata da Marinetti.

    1936 VI Triennale Milano
    Realizza un mosaico composizione astratta nella parete di fondo del padiglione nel parco nella mostra di urbanistica ed è presente inoltre con opere nella mostra di scenotecnica.

    1937 Galleria Milione
    Grafica fotografica di Munari, Ricas, Veronesi, Xanti Schawinsky, Persico, e della rivista Campo Grafico

    1938 Galleria Il Milione Milano
    Gli aeropittori futuristi, mostra inaugurata e presentata da F.T. Marinetti.
    Munari espone: oggetti trovati in una nuvola, altri oggetti trovati in una nuvola, primo aeroprogetto di paesaggio, secondo aeroprogetto di paesaggio, macchina inutile n. 21 e macchina inutile n. 23 [Fonte: Rivista Artecrazia, Anno VI Num 112, Roma 1938].

    1940 VII Triennale Milano

    fonti:
    - Catalogo della mostra Ricostruzione Futurista dell'Universo a cura di Enrico Crispolti, Torino 1980
    - Catalogo della mostra Milano anni trenta. L'arte e la città, a cura di Elena Pontiggia e Nicoletta Colombo, Edizione Mazzotta Milano 2005.




    autoritratto 1930



    autoritratto 1930


    illusionista degli spazi 1932


    viaggio nella materia grigia 1934
    coll. Corraini

















































        Le opere futuriste di Bruno Munari

    Pubblichiamo un primo elenco di oltre 120 opere futuriste, come punto di partenza per una lettura dei temi trattati da Bruno Munari nei primi anni della sua presenza sulla scena artistica italiana.


    cartina cosmica 1930
    coll. privata


    1927
    • ritratto di Luigi Russolo

    • dinamismo di un motociclista

    • l'elefante

    • rRrR rumore di areoplano


    1928
    • uomo geometrico

    • costruire

    • figura


    1929
    • danseuse (ballerino)

    • nu à l'orange (nudo arancione)

    • notturno

    • l'ospedale delle macchine

    • galera


    1930
    • macchina aerea

    • disegno di macchina inutile

    • prima opera da sinistra parete Munari Galleria Pesaro

    • seconda opera da sinistra parete Munari Galleria Pesaro

    • scomposizione di un nudo

    • quarta opera da sinistra parete Munari Galleria Pesaro

    • quinta opera da sinistra parete Munari Galleria Pesaro

    • sesta opera da sinistra parete Munari Galleria Pesaro

    • autoritratto

    • figura

    • autoritratto

    • mano

    • il mondo in una mano (collage)

    • senza titolo

    • 2 cartine cosmiche


    1931
    • uomo che cammina

    • uomo in movimento

    • uomo seduto

    • figura futurista

    • latitudine 18

    • la bella morte

    • volo notturno

    • volo nel corpo di lei

    • volo a vela

    • pilota

    • volo senza rotaie

    • aeropittura

    • zone atmosferiche

    • infinito verticale

    • sosta aerea

    • piattaforme

    • velocità

    • dinamismo di corpo femminile

    • aerocristallo

    • tavola tattile


    1932
    • respiro di macchina (inutile)

    • disegno per macchina inutile

    • disegno per macchina inutile

    • uomo che cammina

    • a passo di corsa

    • auto in velocità

    • spessori d'atmosfera

    • viaggio nello spazio

    • scheletro animale

    • viso

    • sensualità

    • uomo donna eternità

    • meteora e pianeta spento

    • illusionista degli spazi (collage)

    • l'ipercritico (collage)

    • ci ponemmo dunque in cerca di una femmina d'aeroplano (collage)

    • allora l'areoplano era di bambù e tela (fotomontaggio)

    • la signora Moet Chand'on teneva sua nuora sotto stretta sorveglianza (collage)

    • donna con l'arco (fotomontaggio)

    • niente del resto è assurdo per chi vola (fotomontaggio)


    1933
    • macchina inutile

    • mormorio della foresta

    • voluttà, gli alberi

    • meteora su cielo rosa

    • meteora su cielo verde

    • meteora su cielo nero

    • dramma

    • visto dall'aeronave

    • apparizione di Filippo

    • circo

    • macchina per contemplare (atomi)

    • macchina per contemplare (meteore)

    • radioscopia dell'uomo moderno

    • scultura polimaterica

    • eleganze maschili

    • paesaggio messicano

    • un pianeta tra gli alberi (fotogramma)

    • paesaggio sulla collina (fotogramma)

    • suoni (fotogramma)

    • costellazioni (fotogramma)

    • natura (fotogramma)

    • umidità nell'aria (fotogramma)

    • ginevra (fotomontaggio)

    • dopo la guerra vien la pace (fotomontaggio)

    • tendenze dell'architettura (fotomontaggio)

    • arte moderna (fotomontaggio)

    • sex appeal (fotomontaggio)

    • collage

    • viaggio (collage)

    • la tassa delle imposte (ceramica)


    1934
    • macchina inutile con guscio di zucca ed elementi mobili

    • macchina inutile

    • limiti della pittura

    • macchine nel bosco

    • spiaggia

    • viaggio nella materia grigia

    • pittura murale

    • bulldog (ceramica)


    1935
    • fotomontaggio


    • ritratto di tullio d'albissola

    • vaso con chiavi (ceramica)

    • uomo seduto con più cappelli

    • pesca

    • vari disegni per macchina inutile

    • composizione astratta nello spazio

    • 6 foto-performance umoristiche


    1936
    • fotocollage

    • la gioia poetica del volo (fotomontaggio)

    • eccomi in breve (fotomontaggio)

    • il vecchio pilota in congedo (fotomontaggio)

    • l'odore di velivolo (fotomontaggio)


    1937
    • macchina inutile con vetro soffiato, legno e cartoncino colorato


    1938
    • tavola tattile con parte mobile

    • due figure in movimento

    • fotomontaggio

    • oggetti trovati in una nuvola

    • altri oggetti trovati in una nuvola

    • primo aeroprogetto di paesaggio

    • secondo aeroprogetto di paesaggio

    • macchina inutile n. 21

    • macchina inutile n. 23


    1939
    • hanno inventato anche questa, il mondo è impazzito (fotomontaggio)

    • vari disegni per macchina inutile


    1940
    • sensitiva

    • bicicletta cubista (collage)

    • collage



    piattaforme 1931
    courtesy Miroslava Hajek


    Opera infinito verticale
    pubblicata come illustrazione
    dell'articolo di V. Orazi
    La mostra di aeropittura in
    Rivista del Popolo d'Italia 1931


    viso 1938
    courtesy Miroslava Hajek


    Scarica il saggio di Giovanni Anzani su Munari futurista




    pittura murale 1936
    VI Triennale di Milano



    L'attività dello studio R+M

    tavolozza di possibilità tipografiche
    cinema odoroso
    concerti di silenzio


    Ricas inizia nel 1930 la collaborazione con Munari. Assieme aprono uno studio, di cui disegnano gli arredi, assai attivo nel decennio trenta, che non impedirà comunque ad entrambi l'attività autonoma. Ricas+Munari o R+M firmano i loro lavori e si presentano: La nostra fantasia di artisti è a vostra disposizione per qualsiasi problema pubblicitario, specialmente per i più difficili. Progetti per annunci, pieghevoli a sorpresa, fuochi artificiali, francobolli, affreschi su cranio, fotogrammi, archi di trionfo [Guida Ricciardi, 1936, p. 336].
    Realizzano annunci, pieghevoli e manifesti, stand per Montecatini, Pirelli, Michelin, Tudini-Talenti, Terni, Ducati, Snia, Breda, Fiat, Crippa, Breger, Aeroplani Caproni. Collaborano con lo Studio Boggeri dal 1933, realizzando, con Veronesi, l'opuscolo Linoleum, stampato da G. Modiano, e l'opuscolo per l'antiruggine Max Meyer, entrambi del 1938.
    Sempre con Munari esegue il dépliant autopubblicitario Tavolozza di possibilità tipografiche e alcune copertine per la rivista Ala d'Italia. Dal maggio 1935 (n.5) assumono la direzione artistica della rivista L'Ufficio Moderno e sul medesimo numero è pubblicato un testo sulla loro attività.
    [...]
    Ricas con Munari da vita ad alcune performance come quella del cinema odoroso al cinema Corso di Milano, quando effluvi odorosi di diversa natura accompagnano la proiezione, o i concerti di silenzio tenuti alla radio.

    [tratto da Il dizionario del Futurismo, Riccardo Ricas, pagg. 963-964 di A. Bassi, a cura di Ezio Goldoni, Vallecchi editore, 2001]



    Munari e Ricas
    fotografia pubblicata sulla Rivista Futurismo Anno II n. 21, 29 gennaio 1933 Roma


    Erano gli anni 1928-29, andavamo in Brera alla sera, io facevo il corso serale all'accademia, vicino alla galleria Il Milione di Ghiringhelli, siamo stati allevati da quella galleria, abbiamo fatto un paio di mostre. Ci siamo incontrati, ci eravamo simpatici, e così ci siamo messi insieme, dovevamo cercare di stare al mondo e facevamo illustrazioni e pubblicità, lavoravamo molto, con allegria, in armonia perfetta, sempre con la musica, uno faceva una cosa, l'altro ne aggiungeva un'altra, avevamo questo studio molto grande, di via Carlo Ravizza 14, otto locali, erano delle cantine messe a bello, uno studio-sala di rappresentanza, con due quadri, uno mio e uno di Bruno, in mezzo all studio un cubo quadrato bianco con due scarpe da mendicante distrutte dall'aver camminato nel deserto, un salotto, il nostro studio, due locali per l'amministrazione, poi due camere da letto perché dorminvamo lì, Bruno era sempre molto in regola, sempre ordinato, in giacca e cravatta, era un angelo, sempre allegro, molto vivace e simpatico.
    Abbiamo conosciuto Marinetti, un maestro, un uomo affascinante, generosissimo verso i giovani, era ricco ma si è mangiato tutto per fare il Futurismo, ci pagava viaggi, pranzi, ci dava lavori, lui andava sempre al Savini, c'era sempre anche Prampolini, noi giravamo lì intorno, lui ci chiamava dentro, verso le 23, andavamo lì come spugne, lui ci ha allevato caricandoci, ci diceva Tu, guai se domani quando ti svegli non inventi qualcosa...
    Con Munari siamo stati insieme fino alla guerra, poi io sono partito, lui fortunatamente no, abbiamo fatto insieme le macchine inutili, le sue macchine avevano bisogno solo di un sospiro, le mie di un vento forte, poi abbiamo fatto le macchine tattili, poi, essendo amici di Ponti, di Figini e Pollini, facevamo molte cose per la Triennale, ma facevamo anche delle risse in Galleria, forse Munari non ne ha mai fatte, anzi lui ci guardava con distacco, non è mai stato polemico. Lui era più avanzato come artista, avendo questo suo interesse per il design, era più avanti, io ero un pittore più tradizionale. Ad un certo punto lui ha avuto questo innamoramento per i bambini, anzi lui aveva un animo da bambino. Con questa sua candidezza e ingenuità io lo paragonavo a Mirò.


    [Riccardo Ricas 1999, in Su Munari, Edizioni Segesta Abitare, 1999 Milano]