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Nel banner particolari di: Xeroritratto di Bruno Munari; Munari 1966, fotografie di Ada Ardessi, Biennale di Venezia courtesy ISISUF Milano; Munari 1950, fotografia di Federico Patellani; Munari con Macchina Inutile 1956, fotografia di Aldo Ballo
 
 
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B. Munari, Manifesto dei multipli, Centro operativo Sincron, Brescia, 1968

B. Munari, Manifesto dei multipli, Centro operativo Sincron, Brescia, 1970

B. Munari, Guerra e Pace - Si cammina così - Sentirò la mia voce al telefono, in Humor nel mondo n°1, Giugno 1949

G. Kosice, Las búsquedas experimentales de Munari, in Geocultura de la Europa de hoy Ediciones Losange, Buenos Aires, 1959 (espanol)

B. Munari, Tanti saluti con fantasia, in Stampa Alternativa Roma 1987

R. Carrieri, Munari illusionista degli spazi, in Natura nov-dic 1932

B. Munari, L'Abecedario di Munari, Stile Robinson, Una casa a Fiumetto in Stile n. 30 Giugno 1943 Garzanti Editore

Marylin McCray, Catalogue Electroworks (excerpts), International Museum of Photography & Film, George Eastman House Publisher, Rochester N.Y., 1979

B. Munari, La grafica tridimensionale di Max Huber, in Design n. 4, Bergamo 1975

Bollettino del MAC N.1 - Oggetti Trovati

B. Munari, Belle e Brutte, in L'Automobile - marzo 1967

B. Munari, Surrealismo. E’ un film di Grandi Firme, in Le Grandi Firme - giugno 1938

B. Munari, Diagramma, in Orpheus - dicembre 1932

M. Datini jr., Notizie delle arti, in Le Arti luglio -agosto 1970

B. Munari, Dall'individualismo al collettivismo, in Arte Centro Milano, aprile - giugno 1975

Gruppo Q, Munari. Spazio Abitabile, Stampa Alternativa, Roma, 1999

C. L. Ragghianti, in Catalogo della mostra Ricerche visive, strutture e design di Bruno Munari La Strozzina, Palazzo Strozzi, Firenze, 1962

Bruno Munari, Astratto e concreto, in Catalogo della mostra Arte concreta, 9-24 aprile 1983, Palazzo del Ridotto Cesena, Ed. Industria Litografica SILA, Cesena 1983

M. Perazzi, Questo è il mio segreto, non mi arrabbio mai, in La Domenica del Corriere 26 marzo 1983, n.13 anno 1985

A. Segàla, Bruno Munari, in Epoca 28 novembre 1986, Milano, pp. 88-92

A. Linke, Bruno Munari: le regole del genio, in Frigidaire 1987

A. Nosari, Ansia di velocità, in L'Ala d'Italia 1 ottobre, 1938


 
Anni Trenta


 

1932





1932





1933



mistero cosmico
coll. priv.



1933





1933





1935



priv. coll.



1935



priv. coll.



1935



Courtesy Volker Feierabend



1937



Courtesy Galleria Francesco Clivio Milano, Parma



1937



Courtesy Museo Villa Croce Genova



anni '30



Merrill C. Berman Collection, New York



   
 
Anni Quaranta


 

1940











1945





1945





1945



priv. coll.



1947





1947





1947



Coll. priv.



1947



Courtesy Galleria Valente



1947



Courtesy Galleria Valente



1948



Collezione Fondazione Casaperlarte, Cantù



1948



priv. coll.



1948





1948



priv. coll.



1949



priv. coll.



   
 
Astratto e Concreto


 



Astrarre, secondo le spiegazioni dei vocabolari, vuol dire considerare una parte della realtà, astraendo dal resto. In questo modo noi potremo considerare un capolavoro dell'arte astratta la Gioconda di Leonardo (opera famosa di questo pittore di provincia) poiché il dipinto in questione non rappresenta tutta la Gioconda, ma solo a mezzo busto, e poi è vista solo davanti ed è immobile. Il dipinto quindi non è la gioconda, è una astrazione, è solamente una parte di questa persona che è raffigurata sia pure nel modo migliore, nel dipinto.
Se poi consideriamo un dipinto astrattista, per esempio un quadro di Kandinsky (quello delle forme inventate, non quello delle macchie) ci accorgeremo che in realtà si tratta di un dipinto che rappresenta in modo preciso delle forme astratte. Kandinsky è quindi un pittore verista di forme astratte. In realtà Kandinsky si esprime attraverso la pittura e ci fa vedere, dipingendole, le sue forme inventate con un realismo tradizionale: le forme precise, ognuna con il colore pensato, vengono rappresentate su di un fondo nel quale c'è ancora l'atmosfera dei dipinti figurativi.
Infatti si tratta sempre di figure: la Gioconda è la riproduzione di una figura reale, le forme di Kandinsky ci mostrano figure inventate. Ognuno di questi è un dipinto-figurativo, anche le forme geometriche inventate sono figure.
Pensare confonde le idee diceva il mio amico Marcello.
Ma allora che cosa vuol dire Arte Concreta? Probabilmente possiamo dire che serve a rendere concreto (visibile-toccabile) con la pittura o la scultura, un'idea estetica che non è una stilizzazione o un'astrazione del vero, bensì un pensiero estetico che si forma nella mente dell'artista e che prende corpo, il corpo più giusto per mostrarsi. Questo pensiero si forma in base a stimolazioni plurisensoriali combinate con una cultura specifica. E può prendere corpo sia con i mezzi del disegno o della pittura o con qualsiasi altro mezzo.
Cadono quindi le categorie tradizionali dell'arte e questa idea può concretizzarsi in una infinità di forme, materie, tecniche, strutture, o altro.
Anche la musica è più bella quando non è narrativa.

[Bruno Munari, Milano dicembre 1991]



Abstract and Concrete

To abstract means, according to the dictionary, to take into consideration a part of reality by abstracting it form the rest. In this sense we can consider as a masterpiece of abstract art the Mona Lisa by Leonardo (a famous work of this well-known provincial painter) as the work in question does not show the whole of Mona Lisa but only her upper part, and that only from the front, and motionless. The painting is not, therefore, Mona Lisa, but an abstraction; it is only a part of the person shown, even though in the best possible way, in the painting.
If we consider and abstractionist painting, for example a work by Kandinsky (one with invented forms, not one of those with stains), we realize that we are dealing with a painting showing, in a precise way, abstract forms. So Kandinsky is, then, a realistic painter of abstract forms. In fact Kandinsky expresses himself through painting and allows us to see, by painting them, his invented forms through traditional realism: the precise forms, each with its own colour, are shown against a background in which there is still the atmosphere of figurative painting.
In fact we are always dealing with figures: the Mona Lisa is the reproduction of a real figure, the forms of Kandinsky show us invented figures. Each of these paintings is a figurative painting, even the invented geometric forms are figures.
Thinking only confuses ideas my friend Marcello used to say.
So, then, what does Concrete Art mean? Probably we can say that it helps make concrete (visible and touchable) through painting or sculpture an aesthetic idea which is not a stylization or an abstraction from life, but an aesthetic thought formed in the mind of the artist which is then incarnated, in its most appropriate incarnation in order to show itself. This thought is formed from multi-sensorial stimulation together with a specific culture. And it can be incarnated either through drawing or painting or any other means.
Then are abolished the traditional categories of art and this idea can be made concrete is an infinity of forms, materials, tecniques, structures or whatever.
Music, too, is most beautiful when it narrates nothing.


[Bruno Munari, Milan december 1991]









Questa è un'opera figurativa del 1939 ed appartiene al filone delle tempere taches, pubblicata come copertina della rivista La Lettura Gennaio 1939





anche la cornice 1935
coll. priv.




when you go to an art gallery you are simply a tourist looking at the trophy cabinet of a few millionaires - bansky
Last Modified: 25 May 2017 23:23:26