Nel banner particolari di: Xeroritratto di Bruno Munari; Munari 1966, fotografie di Ada Ardessi, Biennale di Venezia courtesy ISISUF Milano; Munari 1950, fotografia di Federico Patellani; Munari con Macchina Inutile 1956, fotografia di Aldo Ballo
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Novità
La Biennale 2013 Venezia
Padiglione Brasile
Inside/Outside Bruno Munari, Lygia Clark, Max Bill, Hélio Fervenza, Odires Mlászho
a cura di Luis Perez-Oramas
Bruno Munari Concavo-Convesso (1948)
messo a confronto con opere di Lygya Clark e Max Bill, installazione presso l'Istituto Tomie Ohtake San Paolo del Brasile 2013
MiArt 2013 Milano
Milano MiArt domenica 7 aprile 2013
18:30 – 19:30
Bruno Munari: le ragioni di un’attualità
Relatori:
Paola Antonelli, Capo Curatrice per l’Architettura e il Design e Direttrice della Ricerca e dello Sviluppo, The Museum of Modern Art, New York
Paola Nicolin, Storica dell’arte Contemporanea, Università Bocconi, Milano
Bruno Munari
negativo-positivo 1978
collage su tavola cm 60x60
coll. priv.
Great Review Frieze Magazine
Sul numero 153 di marzo 2013 la rivista inglese dedica una bella recensione a firma di Nicole Yip della mostra Bruno Munari. My Futurist Past tenutasi alla Estorick Collection of Italian Modern Art di Londra.
Il Museo del Novecento inaugura la nuova sala Bruno Munari con opere che provengono dalla Fondazione Vodoz Danese di Milano. Si consolida il rapporto tra le due istituzioni teso a valorizzare l'opera dell'artista milanese.
La sala si colloca immediatamente dopo quella dedicata a Lucio Fontana, identificando Munari come un importante protagonista delle vicende artistiche e culturali della città di Milano.
In occasione dell'allestimento della nuova sala e del particolare ricordo che il Museo dedicherà nel marzo 2013 alla figura dell'artista, l'Associazione Bruno Munari presenta ogni fine settimana su prenotazione una serie di laboratori dedicati ai bambini ed alle loro famiglie.
1962-2012
Programmare l'Arte Museo del 900 Negozio Olivetti Programmare l'arte
Olivetti e le avanguardie cinetiche 9 novembre 2012 – 3 marzo 2013
A cura di M. Meneguzzo, E. Morteo, A. Saibene
Piazza San Marco - Venezia
La mostra riprende, a cinquant'anni di distanza, l'esposizione che ebbe luogo nel Negozio Olivetti di Milano e poi in quello di piazza San Marco a Venezia nel 1962, curata al tempo da Bruno Munari.
Gli artisti in mostra sono quelli del Gruppo T e del Gruppo N oltre a Munari, Mari e Alviani. Filmati e documenti esposti testimoniano inoltre il successo di una mostra che fece epoca.
La mostra verrà riproposta da Museo del 900 a Milano dal 9 novembre al 3 marzo 2013.
Menguzzo: Come è nato il titolo e la definizione di Arte programmata?
Munari: L'ho trovato io. Naturalmente ci sono ancora dei legami con i principi futuristi della velocità e del movimento, ma anche della fissità e della variazione.
Intervista in catalogo edito da Johan & Levi Ed.
La colonna a 6 sfere di Bruno Munari tratta dal film Arte Programmata Archivio Olivetti.
C'è un trasformazione cruciale, nell'arte italiana della prima metà del novecento, rappresentata da alcuni eventi che segnano il passaggio, ampiamente teorizzato dal movimento futurista, dalla terza alla quarta dimensione, per mezzo di ambienti in cui lo spettatore partecipa, fisicamente e percettivamente, in modi più coinvolgenti del passato, all'opera d'arte:
Bruno Munari
Macchine inutili 1930 Costruite a partire dal 1930
presentate nel 1934 alla
Galleria delle 3 Arti, Milano
Bruno Munari
Ambiente Concavo-convesso 1946 Costruito ed esposto nel 1946
al Salon des Realites Nouvelles di Parigi
presentato nel 1948 in Italia
nella personale alla
Galleria Borromini, Milano
Lucio Fontana
Ambiente nero con luci di Wood 1949 Galleria Naviglio, Milano
Bruno Munari
Proiezioni dirette 1950 Realizzate a partire dal 1950
presentate per la prima volta nel 1953 allo
Studio B24 (Milano)
e nel 1955 nella mostra
Two Graphic Designer al
MoMA di New York.
Lucio Fontana
Ambiente al neon 1951 Triennale di Milano
Bruno Munari
Proiezioni polarizzate 1953 Presentate per la prima volta nel 1956 allo
Studio B24, Milano
Pubblichiamo il Catalogo della mostra alla Galleria Borromini del 1948 dove Bruno Munari presenta macchine inutili, concavo-convesso ed altre pitture che sono in relazione con questa ricerca.
Nel frontespizio l'opera due forme rosse rimanda ad Arp - una delle influenze più riconosciute da Munari - ma anche alle forme delle nuvole disegnate dal concavo-convesso ed anche alla instabilità percettiva tra figura e sfondo caratteristica dei negativi-positivi.
Dynamo. Un siècle de lumière et de mouvement dans l’art. 1913-2013
10 aprile 2013 - 22 luglio 2013
a cura di Serge Lemoine
Tra gli artisti in mostra: Balla Duchamp Delaunay Noholy-Nagy Pevsner Richter Gabo Rodchenko Calder Munari Le Parc Ballocco Cruz-Diez Colombo Agam Costa Anceschi Boriani e molti altri.
Munari è presente con una Macchina Inutile del 1947 nella sezioni pionieri.
Novecento mai visto Brescia
Collezione Daimler-Mercedes
Novecento mai visto.
From Albers to Warhol to (now).
Collezione Musei Civici e collezioni private.
Novecento mai visto.
Opere dalle collezioni bresciane.
Museo di Santa Giulia
7 marzo – 30 giugno 2013
Negativo-positivo 1967
olio su tavola, cm 80x80
coll. priv.
Nella mostra Novecento mai visto. From Albers to Warhol to (now) saranno esposti a Brescia Città delle Mille Miglia, in Santa Giulia, per iniziativa del Comune di Brescia e di Mercedes-Benz Italia opere dalla collezione tedesca.
In contemporanea con la mostra Novecento mai visto. Opere dalle collezioni bresciane verrà proposto un percorso nella storia dell'arte italiana del Novecento attraverso le opere conservate nei depositi dei Civici Musei di Brescia e nelle collezioni private bresciane.
Con un omaggio particolare a Guglielmo Achille Cavellini (1914-1990), artista e collezionista d’eccezione, figura rappresentativa del clima culturale della Brescia degli anni '60 e '70.
In mostra tra gli altri: Gino Severini, Romolo Romani, Julius Evola, Fortunato Depero, Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi, Emilio Vedova, Mario Ballocco, Giuseppe Capogrossi, Alfredo Chighine, Piero Manzoni, Lucio Fontana, Roberto Crippa, Enrico Castellani, Paolo Scheggi, Bruno Munari, Arturo Vermi, Fausto Melotti, Mimmo Rotella, Guglielmo Achille Cavellini.
Documenti storici 1957 Il perfettissimo e lo spaziale
18 Opere dalle Collezioni private di Bruno Munari e Lucio Fontana
Galleria Blu Milano
maggio 1957
Nel'aprile del 1957 apre a Milano la Galleria Blu.
Dopo la mostra di apertura vengono presentate le collezioni private dei due principali protagonisti della scena milanese: Lucio Fontana - lo spaziale - e Bruno Munari - il perfettissimo.
I nomi degli artisti presenti nelle due collezioni ci ricordano come sulla scena milanese fossero proficui i rapporti e gli scambi internazionali.
Per Fontana: Baj Burri Bergolli Bellegarde Bemporad Calder Cerchiari Capogrossi Crippa Dangelo De Luigi Dova Klein Licini Nando Peverelli Scanavino Zagni
Per Munari: Arp Balla Dorazio Donati Huber Kandinsky Krampen Magnelli Mari Melani Mesciulam Munari Prampolini Schawinsky Soldati Sottsass Tinguely Veronesi
Nelle sale del nostro Circolo, completamente trasformate e mutate in uno stile modernissimo, si è svolta la prima grande serata d'inaugurazione. L'intervento di S. E. Marinetti, ha attirato da tutte le parti della città non solo i soci ma pubblico numeroso e scelto.
Dopo una breve chiarificazione panoramica dei nuovi orientamenti della pittura futurista, S. E. Marinetti assieme al pittore Munari ha dato inizio al dibattito sulle opere, ed in special modo sui polimaterici, al quale partecipò animatamente tutto il pubblico. Munari con parola pronta, scoppiettante, colorita rivelò e spiegò il congegno motore dei polimaterici e delle macchine sensibili. Le persone contraddicenti poi, furono sconfitte risolutamente dalle parole pronte potenti e fortissime del Capo del Futurismo Italiano, cosicché gran parte dei convenuti alla serata per solo scopo oppositivo ad ogni costo, si dimostrò all'ultimo, se non consenziente, tuttavia più riverente al Movimento Futurista.
[tratto da Il Mare Nostro bollettino del Circolo Nazario Sauro di Milano]
Pagina Rivista Internazionale della Grafica Contemporanea Milano
Numero 1 Novembre 1962
L'intervento di Munari Appunti per una esplorazione del moirè prosegue le ricerche di Concavo-convesso e anticipa quelle con le texture elaborate nelle Xerografie originali.
Al primo numero partecipano con contributi: Munari, Boggeri, Huber, Steiner, Pintori ed altri.
Progetto alternativo per il primo libro di Bruno Munari
Copertina a collage, 16 pagine complessive
cm 12,5 x 34,5 x 1
All'interno: schizzi e appunti a matita, penna a sfera, pastelli e collage su cartoncino colorato
Le macchine di Munari1941 particolare
(Sopra) Realizzazione su sfondo nero alternativa a quella su sfondo rosso (basso) in formato 21,5 x 28,5 cm utilizzata in stampa da Einuadi.
Esemplare originale del 1942 coll. priv.
ABC Dadà Cover 1944 21 tavole dedicate alle lettere dell'alfabeto
esemplare unico
courtesy Bruno Munari Historical Works / Miroslava Hajek Archive
Lo sperimentalismo estremo del Futurismo viene graficamente rielaborato da Munari negli anni '40.
Le soluzioni proposte ricordano le parole in liberta, si ricollegano al libro prescolastico Alfabetiere del 1960 e al manifesto Campari realizzato nel 1965, anticipando molte sperimentazioni grafiche anche recenti, come quelle dell'inglese Jamie Reid, inventore delle copertine degli album per i Sex Pistols.
Tipografia, articolo illustrato e scritto da Munari per la rivista La Lettura, n.5
maggio 1937.
Bruno Munari
Copertina del libro Alfabetiere1960
Bruno Munari
Manifesto Campari1965 Collezione MoMa New York
Bruno Munari
Manifesto Campari versione alternativa del 1984 Coll. Priv. Brescia
Bruno Munari
Limiti di leggibilità di un logotipo1985 Coll. Priv. Brescia
Bruno Munari
Momenti dinamici di un logotipo1985 Coll. Priv. Brescia
11 maggio 2013 - 25 maggio 2013
a cura di Paolo Bolpagni
A Brescia dal 1968 al 1990 Munari espose in anteprima alla Galleria Sincron ogni suo nuovo lavoro, coinvolgendo il collezionismo privato.
A Brescia in un laboratorio di restauro di opere di arte contemporanea viene presentata la collezione Prestini, attraverso i lavori di due figure tra le più rilevanti dell'arte del '900 italiano.
Brera Milano
Zavattini e i Maestri del Novecento 7 maggio - 8 settembre 2013
Fondazione Ragghianti Lucca
La forza della modernità.
Arti in Italia 1920-1950 20 aprile - 6 ottobre 2013
Galleria L'Elefante Treviso
Mari Munari e T 27 aprile - 25 maggio 2013
Galleria Blu Milano
Il senso e le forme 11 marzo - 24 maggio 2013
Bruno Munari a Monte Olimpino fotografia di Ada Ardessi 1971
courtesy Isisuf Milano
Lo Stile Italiano Parma Reggia di Colorno
Lo Stile Italiano.
Fra Arte e Società 1900 - 1930 2 marzo – 15 giugno 2013
a cura di Cirulli Archive New York
in mostra
Bruno Munari arciere 1932
Alla Reggia di Colorno la mostra Lo Stile Italiano. Fra Arte e Società 1900 - 1930. racconta attraverso le immagini offerte dai cartelloni pubblicitari, dai dipinti e dalle fotografie un immaginario, ovvero una serie di elementi visivi che hanno fatto l'italianità e che, ancor oggi, determinano la riconoscibilità dello stile italiano in termini di idee, progetti, colori, materiali e superfici.
La mostra arriva a Colorno dopo essere stata lo scorso anno a Montecarlo: "A Montecarlo ha fatto registrare 80mila visitatori, un bel successo", ha osservato Massimo Cirulli, che ha sottolineato come "la specificità della nostra collezione sia la trasversalità: pittura, design, fotografia e molto altro. È una mostra che fa dialogare e fa pensare, e soprattutto è una mostra per tutti.
in mostra Bruno Munari
poeta incompreso 1933
Bruno Munari.
My Futurist Past. London Estorick Museum Bruno Munari
My Futurist Past 19 Settembre – 23 Dicembre 2012
A cura di Miroslava Hajek con la collaborazione di Luca Zaffarano e il Massimo & Sonia Cirulli Archive, New York.
Bruno Munari e il Concavo-convesso
La prima personale all'estero dalla morte dell'artista in un prestigioso museo dedicato all'arte italiana del '900.
Una mostra che analizza le radici futuriste del lavoro dell'artista che con le Macchine Inutili, l'ambiente Concavo-convesso, le Proiezioni Dirette e le Proiezioni Polarizzate abbandona le forme più tradizionali della pittura per sperimentare una visione ambientale e coinvolgente dell'arte.
Non il solito mix indistinto e indecifrabile di opere di ogni tipo - che Munari con ironia (mai compresa) definiva mostre collettive di Bruno Munari - , ma un percorso ragionato dal Futurismo all'arte Concreta.
Due percorsi di arte e di grafica consentono di approfondire la poetica di uno degli artisti più importanti del novecento italiano.
Il catalogo a cura di Miroslava Hajek e Luca Zaffarano per Silvana Editore in lingua inglese, 240 pagine ed oltre 150 illustrazioni, comprende una ricca sezione documentale ed i seguenti saggi:
Bruno Munari, Icon of Modernity Massimo & Sonia Cirulli Archive
Bruno Munari, Futurista Miroslava Hájek
The Visible Hand Jeffrey Schnapp (Harvard Univ. MA.)
My Futurist Past, Present and Future Pierpaolo Antonello (Cambridge Univ, UK)
The Maximum with the Minimum Luca Zaffarano
How Could it be Done Differently? Alberto Munari
Bruno Munari a Londra
Segnalato da NY Times e
International Herald Tribune
L'articolo At London Exhibition, Celebrating a Visual Master a cura di Alice Rawsthorn pubblicizza la mostra alla Estorick Collection of Italian Modern Art:
"Munari, who died in 1998, may not be as well known as his contemporaries, like Achille Castiglioni in design, or Lucio Fontana in art, but he exerted a profound influence over visual culture during his lifetime, and continues to do so today".
L'articolo Bruno Munari: Back to the Futurists a cura di Adrian Hamilton analizza la mostra alla Estorick Collection of Italian Modern Art:
"Munari is sometimes accused of spreading himself too thinly and widely to be a great artist. This three-room exhibition displays just how consistent he was, in his ambition and his imagination. A show to lift your spirits in these dispiriting times.".
L'articolo Keepping the faith di Laura Gascoigne analizza la mostra alla Estorick Collection of Italian Modern Art:
"His decision in 1930 ‘to free abstract forms from the stasis of paintings and suspend them in the air’ was revolutionary, anticipating Alexander Calder’s mobiles by three years — one example from 1947 looks like a disassembled Mondrian on strings. To their creator, these free-floating forms had a poetic rather than a mechanistic function, as ‘objects to look at the way one looks at a drifting cloud having spent seven hours inside a factory full of useful machines’. He imagined them animated by their environments like ‘the movement of grasses in a field, the shape-shifting of clouds, the rolling of a stone in a brook’. Analogies with nature don’t seem far-fetched in front of his seminal light installation ‘Concave-convex’ (1947), in which a dangling form of folded wire mesh throws moiré shadows on to the surrounding walls like waves lapping over rippled lines of sand.".
‘How could it be done differently?’ was the question he continually asked himself — and, as this show reveals, the answers he arrived at were refreshingly different.
L'articolo a cura di Stefano Jossa analizza la mostra alla Estorick Collection di Londra che "esplora due aspetti centrali dell'esperienza di Munari, tra gli anni trenta e cinquanta, nella loro reciproca relazione oltre che nella prospettiva di una via italiana alla modernità: la sua esperienza futurista (Art) e il suo passaggio al design (Graphic)".
"Munari è in realtà uno dei primi artisti novecenteschi ad esplorare la potenzialità dell'incontro tra estetica e comunicazione di massa."
L'articolo di Pierpaolo Antonello (Università di Cambridge, UK) analizza i rapporti tra Munari e il movimento futurista ed il suo ruolo di protagonista nella cultura italiana del novecento.
La relazione di Bruno Munari con il futurismo è uno degli aspetti più controversi della produzione di quello che può essere considerato il più importante artista italiano del Novecento. È un periodo poco studiato da storici e critici per quell’insistito cordone sanitario che è stato spesso e volentieri eretto dalla cultura italiana attorno ai prodotti artistici emersi durante il ventennio e associabili in senso lato con il regime.
Bruno Munari
University College London London UCL Lecture Department of Italian Prof. Jeffrey Schnapp (Harvard) is speaking on
The ABCs and XYZs of Bruno Munari
Wednesday 17 October at 6.30pm
Lecture Theatre B05
Chadwick Building, UCL
Gower Street Entrance
With the participation of Dr. Pierpaolo Antonello (Cambridge), and in association with the Estorick Gallery and the exhibition 'Bruno Munari: My Futurist Past'.
Estorick Talk Dr. Matilde Nardelli
Travelling Light: Cinematic Munari
Matilde Nardelli is a British Academy Postdoctoral Fellow at University College London, having obtained her PhD from UCL with a thesis on Michelangelo Antonioni and experimental film. Matilde’s research looks at the interrelation between cinema and the other visual arts and media, and she is working on a book entitled: Moving Matters: Cinema and Its Objects in Late-Twentieth Century Art.