1930 macchine inutili    forme astratte in movimento nello spazio                                1946 concavo-convesso    una rete metallica ripiegata ed appesa, un ambiente mutevole di immagini ombre rifrazioni, una nuvola                                1948 pitture negativo positive    annullato il contrasto tradizionale tra la figura e il fondo                                1950 proiezioni di luce    la pittura si smaterializza, diventa ambiente, lo spettatore entra nella composizione proiettata                               1951 macchine aritmiche     la regola e il caso, il ritmo e l'imprevisto                                1951 oggetti trovati    sassi cortecce radici valvole manifesti strappati, la natura e l'arte
 
L'Arte di Munari
In primo piano
Brn Mnr 1907-1998
Cosa ha fatto
Dove ha esposto
Cosa ha scritto
Zone inesplorate
Il passato futurista 1927
Mostre ed opere futuriste
Macchina aerea 1930
Macchine inutili 1930-33
Fotogrammi, dal 1933
Tensostrutture 1935
Astrattismo anni '30-'40
Concavo-convesso 1946
Negativi-positivi 1948
Ambienti di luce 1950
Munari '50
Oggetti trovati 1951
Aritmie 1951
Sculture da viaggio 1958
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Novità                    
Milano Design Week Fuorisalone
Milano
Galleria Dep Art
Bruno Munari
Opere

18 aprile - 30 giugno 2012
Catalogo bilingue
a cura di Alberto Zanchetta



in mostra negativo positivo 1950-89

In occasione del Fuorisalone Milano Design Week 2012, la mostra dedicata a Bruno Munari avrà luogo a Milano presso gli spazi espositivi della galleria Dep Art.
via Mario Giuriati, 9 - 20129 Milano

Orario:
dal Martedì al Sabato dalle 15 alle 19
Mattina e Festivi su appuntamento
Ingresso libero





Ambiente 1946


La nuvola disegnata dal Concavo-convesso

C'è un trasformazione cruciale, nell'arte italiana della prima metà del novecento, rappresentata da alcuni eventi che segnano il passaggio, ampiamente teorizzato dal movimento futurista, dalla terza alla quarta dimensione, per mezzo di ambienti in cui lo spettatore partecipa, fisicamente e percettivamente, in modi più coinvolgenti del passato, all'opera d'arte:

Bruno Munari
Macchine inutili 1933
Galleria delle 3 arti, Milano

Bruno Munari
Ambiente Concavo-convesso 1948
Galleria Borromini, Milano

Lucio Fontana
Ambiente nero con luci di Wood 1949
Galleria Naviglio, Milano

Lucio Fontana
Ambiente al neon 1951
Triennale di Milano

Bruno Munari
Proiezioni dirette 1952
Studio B24, Milano

Bruno Munari
Proiezioni polarizzate 1956
Studio B24, Milano




Pubblichiamo il Catalogo della mostra alla Galleria Borromini del 1948 dove Bruno Munari presenta macchine inutili, concavo-convesso ed altre pitture che sono in relazione con questa ricerca.
Nel frontespizio l'opera due forme rosse rimanda ad Arp - una delle influenze più riconosciute da Munari - ma anche alle forme delle nuvole disegnate dal concavo-convesso ed anche alla instabilità percettiva tra figura e sfondo caratteristica dei negativi-positivi.

Guarda il catalogo con intervento di
Dino Buzzati, Poetica di Munari




Le macchine non ci fanno paura



Estratto da un documentario della collana Scienza e Poesia diretta da Leonardo Sinisgalli, regia di Giulio Briani, Produzione Astra Cinematografica.



Print 1957



Copertina per un 7 pollici della Columbia realizzata da Bruno Munari nel 1955




Bruno Munari
fotografato da Leo Lionni nel 1957

Fotografia pubblicata sulla rivista Print New York 1957

Robert Cato, designer newyorkese morto nel 1999 all'eta di 75 anni, art director della CBS-Columbia dal 1960, studente alla Chigago School of Design con Laszlo Moholy Nagy, autore di molte famose copertine di dischi, da Janis Joplin a Miles Davis, da Barbara Streisand a Bob Dylan, e del quale si ricorda l'influenza su Warhol e Rauschenberg, descrive così il suo primo incontro con i lavori di Bruno Munari.

In 1953 The Italian Books and Handicrafts Shop in New York had a showing of Munari. It was here that I first saw his work. They had many of his delightful children's books and most exciting of all were the unreadable books. The fragile beauty of their make-up, the subtle humor and the pure poetry of those unreadable pages can only be described by telling you that first hand experience can only suffice in this matter. You have to see for yourself. They are apart from the studied design problems that we so often encounter. You feel that this is very much a part of a way of life and all of his work reflects this. Unpretentious, direct and memorable.
Mildred Constantaine showed his remarkable slides a few years later at the Museum of Modern Art. Munari had made within the framework of the 35 mm slides a world of colors, textures and constant amazements. We projected these same slides at the Sources show
[Source of Inspiration, ndr] and they made an enormous contribution to the total spirit of the Exhibition.

Robert Cato in Print, Vol. XI, No. 1, February-March 1957, pages 52,53, William Edwin Rudge, Publisher Inc., New York 1957.

La collettiva Source of Inspiration curata da Bob Cato nel 1957 a New York nella sede dell'American Institute of Graphic Arts oltre a presentare le proiezioni di Munari includeva opere di: Piet Mondrian, Herbert Bayer, Paul Rand, Ben Shahn, Max Bill, Leo Lionni, Saul Steimberg, Henri Cartier-Bresson, Richard Avedon, Kurt Schwitters, Bruno Munari, Irving Penn, Gyorgy Kepes e molti altri.



    Grafica Italiana
Milano
Triennale Design Museum
TDM5 Grafica italiana
14 Aprile 2012 - 24 Febbraio 2013.
A cura di Giorgio Camuffo, Mario Piazza, Carlo Vinti


Franco Grignani
poster 1964

A Milano alla Triennale Design Museum è di scena la grafica italiana, proposta in un percorso che parte dalle innovazioni tipografiche introdotte dal Futurismo sino alle realizzazioni delle ultime generazioni di graphic designer. In evidenza il ruolo dei grandi maestri, artisti e graphic designer provenienti dal futurismo come Bruno Munari a Franco Grignani, e molti altri come Albe Steiner, Bob Noorda, Italo Lupi, Michele Provinciali, Pino Tovaglia, Giovanni Pintori.

Lasciando perdere le arlecchinate dell'egocentrico di turno, finalmente una mostra che analizza l'importanza della grafica milanese, come osserva Nicola Zanardi Ceo di HubLab sul Corriere della Sera "La grafica, soprattutto a Milano, è stata il baricentro di un arco di produzione molto ampio, costituendo un perno e un' infrastruttura solida del sistema industriale milanese e, più in generale, italiano. Ha dato forma ai contenuti più svariati, ha costruito nel tempo i canali d' informazione, ha formato generazioni al bello e al nuovo, alleggerendo le industrie pesanti e irrobustendo quelle leggere, a partire da quella editoriale. Formare e informare sono oggi più che mai i pilastri delle economie che crescono e che nasceranno, nella lunga dissolvenza dalla materia all' immateriale. Senza il contributo della grafica italiana e dei suoi tanti protagonisti, il boom economico, la moda e il design, le aziende di beni e servizi non sarebbero stati la stessa cosa."



Roma GAM
Roma
Galleria d'Arte Moderna
Arte Programmata e Cinetica.
Da Munari a Biasi a Colombo e...

23 marzo - 27 maggio 2012
A cura di G. Granzotto e M. Margozzi in collaborazione con P. Martore


Una progetto di ambiente
macchina inutile del 1954
Courtesy Archivio Miroslava Hajek

Alla base dell'arte programmata e cinetica c'è l'idea della forma in movimento, intesa non tanto come spostamento fisico dell'oggetto o di parti di esso, quanto come sua trasformazione nel momento in cui essa viene percepita dall'osservatore. Il movimento culturale, accompagnato da programmi e "manifesti" e in qualche modo dipendente dal costruttivismo e dal neoplasticismo, nasce nella seconda metà degli anni cinquanta come esigenza di numerosi artisti, impegnati a condividere esperienze comuni nel campo della percezione visiva e a favore di una fruizione di massa che avesse carattere educativo. Questa comunanza di intenti conferisce alle varie esperienze una grande omogeneità nei principi ispiratori, nelle ricerche e nei risultati. Pur nascendo come espressione di realtà geofisiche e culturali a volte molto distanti tra loro, l'interscambio culturale favorì la diffusione di un linguaggio comune, anche se diversamente declinato.

Tra gli artisti in mostra: Agam, Albers, Alviani, Anceschi, Apollonio, Asis, Biasi, Bill, Boriani, Boto, Chiggio, Colombo, Costa, Costalonga, Cruz-Diez, Dadamaino, Demarco, De Vecchi, Garcia Rossi, Glattfelder, Grignani, Landi, Le Parc, Mack, Malina, Mari, MID, Morellet, Munari, Piene, Schöffer, Sobrino, Soto, Stein, Tomasello, Uecker, Vardanega, Vasarely, Yvaral.



In studio con Dilma



Foto Betty Flack
Courtesy Museum fur Gestaltung Zurich


Il quadrato





Ognuno vede ciò che sa





Tempo 1939



Ritratto di Bruno Munari
realizzato da F. Patellani nel 1939

La fotografia fa parte di una serie di ritratti che furono scattati nel 1939 dal grande maestro del fotogiornalismo Federico Patellani (1935-1976) ai collaboratori della rivista Tempo.
Il Fondo Patellani composto da 13.633 fotografie è oggi custodito presso il Museo della Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo (Milano).



    Arte italiana
Castelbasso Teramo
Fondazione Malvina Menegaz
Attraverso l’Arte del ‘900 italiano
Palazzo Clemente
17 Marzo - 6 Maggio 2012.
A cura di F. Poli


Bruno Munari
9 sfere in colonna 1962

La mostra consente di vedere, nella sede della Fondazione Malvina Menegaz, una selezione di capolavori rappresentativi dell’arte italiana dagli anni ’60 alle tendenze più attuali. Tra gli artisti presenti: Bruno Munari, Mimmo Rotella, Valerio Adami, Piero Dorazio, Getulio Alviani, Enrico Castellani, Giuseppe Chiari, Eugenio Miccini, Piero Manzoni, Alighiero Boetti, Franco Vaccari, e molti altri.

Nel 1962 Bruno Munari organizza presso la sede Olivetti a Milano la mostra Arte Programmata e in quella occasione espone la scultura motorizzata Nove sfere in colonna, al momento dispersa. L'opera in mostra è un prototipo, proviene dallo studio dell’artista, ed é la matrice dalla quale poi Munari ha ricavato quella elettrica.



Drawing and diagram of the programmed art object called "Nine spheres in a column" (shown at the Mostra Olivetti, 1962). Nine transparent plastic spheres are held in a vertical column by three vertical sheets of glass. Inside each sphere is a white diagram. The bottom sphere rests on the turntable of a motor that gyrates very slowly. All the spheres thus turn slowly, by friction, and the white diaphragms are constantly changing position.
The diameter of the spheres determines all the dimensions of the object.


[Bruno Munari, Design as Art, Penguin 2008]



Milan Art Fair



Negativo-positivo 1951
MiArt 2012
Courtesy Galleria Cardelli & Fontana





Macchina inutile 1945
MiArt 2012
Courtesy Galleria Blu

Angela Vettese nel suo ultimo libro (Si fa con tutto Laterza 2012) ancora una volta parla delle macchine inutili di Tinguely.
Non sa che le ha inventate Munari, riconosciuto da Tinguely come maestro?
No sa che nei primi anni trenta le macchine inutili di Munari sono state oggetto di conferenze e presentazioni, tra i tanti che si possono citare, di Marinetti e Depero?
Sciatteria o ignoranza?
Autolesionismo culturale, così tipicamente italiano!



Collage 1941



Le macchine di Munari 1941
Courtesy Fondazione Vodoz Danese Milano
Fotografia ©Roberto Marossi

Progetto per il primo libro di Bruno Munari
Copertina a collage, 16 pagine complessive
cm 12,5 x 34,5 x 1
All'interno: schizzi e appunti a matita, penna a sfera, pastelli e collage su cartoncino colorato



Le macchine di Munari 1941
particolare

Questa realizzazione su sfondo nero non venne utilizzata a causa del formato fuori standard, venne invece stampata una composizione a sfondo rosso in formato 21,5 x 28,5 cm.



Esemplare originale del 1942
coll. priv.

Lo sperimentalismo estremo del Futurismo viene graficamente rielaborato da Munari negli anni '40.
Le soluzioni proposte ricordano le parole in liberta, si ricollegano al libro prescolastico Alfabetiere del 1960 e al manifesto Campari realizzato nel 1965, anticipando molte sperimentazioni grafiche anche recenti, come quelle dell'inglese Jamie Reid, inventore delle copertine degli album per i Sex Pistols.



Bruno Munari
Copertina del libro Alfabetiere 1960




Bruno Munari
Manifesto Campari 1965
Collezione MoMa New York




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Last Modified: 16 May 2012 21:40:39