Valencia - Lo Spirito Futurista
Valencia MuVIM
Lo Spirito Futurista nella pubblicità italiana
Museu de la Illustració i de la Modernitat
dal 18 maggio al 12 ottobre 2010
a cura di Massimo & Sonia Cirulli Archive
Bruno Munari l'amor flebile 1932
illustrazione per il Cantastorie Campari
Attraverso una rigorosa selezione di opere la mostra propone una riflessione sull’influenza del movimento futurista nella pubblicità italiana del XX secolo. Sono presi in considerazione i primi trent’anni del secolo scorso, caratterizzati da una società che guarda al futuro, sedotta dal mito della velocità e attenta al progresso tecnologico. Questi elementi, che costituiscono le costanti della ricerca futurista, diventano negli artisti fonte di stimolo e si traducono in nuove costruzioni grafiche e nuovi messaggi, provocatori rispetto a quelli utilizzati fino ad allora.
Fra gli autori figurano artisti come Sironi, Prampolini, Depero, Diulgheroff, Fontana ed altri più legati al mondo della pubblicità come Seneca, Sepo, Dudovich, Boccasile, Gros, Riccobaldi Del Bava, Nizzoli.
In mostra un consistente nucleo di sculture, i fotomontaggi e i collages di Bruno Munari, le pubblicazioni originali di Enrico Prampolini, F.T. Marinetti, Balla e Carrà evocano lo spaccato di una società in divenire e danno vigore narrativo alla mostra.
Bolzano - Lettere in libertà
Bolzano Museion
Artisti in mostra A, b, c...: lettere in libertà
24 Settembre 2009 - 29 agosto 2010
La mostra presenta per la prima volta una parte della collezione Museion e getta uno sguardo sullo sviluppo delle ricerche testo-immagine iniziate da Stephane Mallarmè, dai futuristi e dai dadaisti dalla fine del Diciannovesimo secolo e nei primi due decenni del Ventesimo, e sulle sue conseguenze fino ai giorni nostri.
Tra gli artisti in mostra: Alighiero Boetti, Jean François Bory, John Cage, Paul De Vree, Jirí Kolár, Edoardo Landi, Arrigo Lora-Totino, Piero Manzoni, Bruno Munari, Maurizio Nannucci, Gastone Novelli, Décio Pignatari, Adriano Spatola, Emilio Vedova, Emilio Villa e molti altri.
Milano - Quali cose siamo
Milano Triennale
Quali cose siamo III interpretazione
27 marzo 2010 - 27 febbraio 2011
Opere d'arte di Munari in mostra: Viaggio nella materia grigia 1934, Alta tensione 1991
Munari in Rai
Costruire è facile
Segnaliamo un paio di episodi, tratti dagli archivi Rai, della trasmissione condotta da Bruno Munari nel 1956 dal titolo Costruire è facile
Buona visione!
Episodio dedicato alla tecnica dei fotomontaggi 1956
Durata 12'
Come creare uno strumento a corde 1956
Durata 16'
|
|
|
Segnalazioni 2010
Munari Star Chart
By Trinie Dalton
in X-TRA
Fall 2010
Un nuovo articolo della scrittrice americana Trinie Dalton pubblicato per la rivista X-TRA.
Bruno Munari
Colors Original Xerography 1976
coll. priv.
Download the document
Segnalazioni 2009
Design: Wonder Child
By Jonathon Keats
in Art & Antique
June 2009
Download the document
Reprint 1970
Statements by Munari
written by Prof. Caroline Tisdall
published in Studio International
October 1970 London
Studio International Cover
specially designed by Bruno Munari
Download the document
Reprint 1948
Le Macchine Inutili di Munari
di Dino Buzzati
pubblicato in Pesci Rossi mensile di attualità letteraria, n. 10-11, ottobre-novembre 1948, anno XVII, pagg. 14,15
Riproponiamo questo articolo del 1948 scritto da Dino Buzzati, gentilmente fornitoci dal collezionista futurista Carmelo Calò Carducci.
macchina inutile in movimento
immagine tratta dalla rivista
macchina inutile 1947
Vorrei spiegare l'interesse artistico delle macchine inutili tanto più che certa gente ha l'aria di considerarle niente più che dei simpatici scherzetti. [...]
Queste macchine inutili possono rientrare nell'antica e vastissima famiglia di ritrovati, rigorosamente improduttivi, che l'uomo escogitò per rallentare la propria esistenza: come i cervi volanti, i giochi d'acqua, i fuochi artificiali, i dragoni a vento e così via. [...]
Non sono che degli stecchetti, dei bastoncini, delle fragili aste, appesi uno sull'altro e collegati con invisibili fili: il tutto attaccato al soffitto. Fatto è che questi bastoncini, come animati da un incantesimo, si mettono a vivere da soli, lentamente ruotano, vibrano, si inclinano, si schiudono a raggiera come code di pavone, tremolano come foglie. Basta che uno si schiarisca la voce nell'angolo opposto della stanza, basta il calore di una lampadina accesa, basta il quasi impercettibile filo d'aria penetrato da un interstizio della finestra e loro si mettono in agitazione. In pratica, siccome la quiete assoluta dell'atmosfera non si realizza mai neanche nei locali chiusi, essi sono in perpetuo movimento.
Contemplandoli, la fantasia si mette a camminare e si prova un senso di pace come quando guardiamo un ruscello o una quercia.[...]
Munari in studio anni '40
[Munari, ndr] ride volentieri dei suoi stravaganti ordigni ma li prende molto sul serio; e probabilmente per questo le sue «macchine» sono cose serie.
Ora egli ha inventato anche le nuvole. Sono dei rettangoli o quadrati di reticella metallica, piegati a forma di conchiglia. Anch'esse vanno appese al soffitto e basta un piccolo soffio a farle ruotare lentamente; allora le curve superfici di rete, nel gioco della prospettiva, hanno curiosi effetti cangianti e le loro ombre sulle pareti si contorcono in continue metamorfosi, imitando il solenne moto di nuvoloni d'estate ed esprimendo l'irreparabile fuga del tempo.
Un industriale svizzero tiene appesa una macchina inutile di Munari nel mezzo del suo ufficio e nei momenti difficili la contempla: sembra che spesso la macchina gli dia buoni consigli e genericamente lo esorti alla serenità e alla saggezza. [...]
Scarica il documento intero con le immagini
Le forme di alcune macchine inutili - esposte nel 1949 alla Fiera di Milano - diventano motivo grafico per la copertina di un libro edito da Einaudi
|
|
|
L'originale e la sua copia
Gianluigi Colin, art director del Corriere della Sera, giornalista e artista insiste nel copiare - senza l'aggiunta di alcuna novità - le tecniche basate sull'utilizzo della macchina Xerox, inventate per primo da Bruno Munari a partire dal 1964.
Nella serie degli Autoritratti e Xeroritratti Munari utilizza nei pochi istanti di scansione della fotocopia la tecnica del movimento, grazie alla quale si determina un effetto di allungamento dell'immagine. In questo modo si ottiene un'opera unica ed originale - in quanto legata ad un gesto irripetibile - da una macchina la cui funzione è invece quella di produrre copie.
Autoritratto xerografico, opera unica 1990
coll. priv.
Un esempio di opera di Gianluigi Colin pubblicata a corredo di un servizio su Io Donna il 13 febbario 2010
Leiden - Novità Studi 2009
Presso l'Università di Leiden (Olanda), sotto la direzione di Gerard Unger e di Giovanni Anceschi, a cura di Alessandro Colizzi, professore all'Istituto di Design, Università del Quebec Montreal, è in corso di realizzazione un progetto di ricerca sull'opera grafica di Bruno Munari, che dovrebbe concludersi nel 2010, seguito dalla pubblicazione di una monografia in lingua inglese e da una mostra al Museo Meermanno del libro all'Aja.
Un bozzetto ed alcune copertine
Il professore Alessandro Colizzi ha descritto in questo modo il suo progetto: Il progetto è nato alcuni anni fa dalla constatazione che, nonostante i numerosi cataloghi di mostre e alcuni lavori critici dedicati all'artista in generale, manchi uno studio sistematico del suo lavoro di grafico: pertanto la mia ricerca si è concentrata su questo particolare aspetto dell'attività di Munari, da una parte tentando una ricostruzione della sua produzione nel contesto storico-sociale del design italiano, dall'altra riordinando i materiali variamente disseminati negli archivi di fondazioni, istituti e collezioni private. Il volume vuole essere al tempo stesso uno studio critico e un catalogo ragionato, con l'ambizione di costituire uno strumento di ricerca aperto a ulteriori sviluppi.
Cambridge - Novità Studi 2009
Beyond Futurism: Bruno Munari’s Useless Machines
Prof. Pierpaolo Antonello
University of Cambridge 2009
Sequenze di autoritratti: con Concavo-convesso del 1947; in un fotomontaggio del 1933; con Macchina Inutile del 1956.
This essay is part of an ongoing research project on the relationship between technology and the arts in 20th century Italy. It will be titled Leonardo’s Children, and it aims to present a series of case studies on how Leonardo da Vinci’s method and understanding of the relationship between art and technology has been conceptualized and reproduced in 20th-century Italian culture. It is an interdisciplinary project that will consider visual artists such as Bruno Munari and Eugenio Carmi, writers such as Primo Levi and Carlo Emilio Gadda, architects like Paolo Portoghesi and Pier Luigi Nervi, musicians like Giorgio Battistelli. A shorter version of this essay has been published in G. Berghaus (ed.), Futurism and the Technological Imagination. Amsterdam: Rodopi, 2009. We want to thank the book editor Gunter Berghaus, and Esther Roth at Editions Rodopi for granting us the permission to make this text available on Munart.
Download here the complete essay
|