Lugano - Automi e Robot
Firenze Dal Golem e dal robot alla macchina come opera d’arte
Dott.ssa Miroslava Hajek
In occasione della mostra Automi e robot fra scienza, arte e tecnologia a cura di Pietro Bellasi e Bruno Corà, la storica d'arte Miroslava Hajek indaga i rapporti tra alcuni artisti futuristi del centro Europa, in particolare Zdenek Pesanek, riconosciuto creatore, prima di Moholy Nagy, Nicolas Schoffer e Frank Malina, del primo oggetto luminoso-cinetico, e Bruno Munari, artista sempre molto curioso e ben informato su tutte le avanguardie europee.
Nella sezione storica dedicata alla creazione artistica Bruno Munari è rappresentato da una macchina inutile, due macchine aritmiche, una composizione del 1947, e la macchina giostra del 1953.
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Foligno - Spazio tempo immagine
Foligno
Centro Italiano d’Arte Contemporanea
Spazio tempo immagine
via del Campanile 13
15 novembre 2009 - 14 gennaio 2010
Catalogo Skira
La mostra riprende, a oltre quarant’anni di distanza, l’iniziativa dal titolo Lo spazio dell’immagine, tenutasi nel 1967 nei saloni di Palazzo Trinci, che ha segnato l’identità di questa città nel suo rapporto con l’arte contemporanea e che sovvertiva il rapporto che legava l’opera d’arte e lo spazio che le conteneva, presentando, per la prima volta al mondo, un insieme composto unicamente da ambienti ideati dagli artisti.
Ora, a più di quarant’anni di distanza, la mostra cercherà di dimostrare la vitalità, nel tempo, di quell’operazione, documentando le ricerche rimaste coerentemente legate alle premesse di quegli anni, con la ricostruzione degli ambienti di Luciano Fabro, Gino Marotta e Michelangelo Pistoletto, e le opere, sia sculture che pitture, di tutti quegli artisti che allora parteciparono a quella innovativa mostra, da Getulio Alviani a Enrico Castellani, da Lucio Fontana a Luciano Fabro, ma anche di quelli che, pur non essendo presenti, facevano parte di quel momento culturale, come Giulio Paolini, Yannis Kounellis, Mario Schifano, Mimmo Rotella, Bruno Munari, Francesco Lo Savio.
Bolzano - Lettere in libertà
Bolzano Museion
Artisti in mostra A, b, c...: lettere in libertà
24 Settembre 2009 - 29 agosto 2010
La mostra presenta per la prima volta una parte della collezione studio di Museion e getta uno sguardo sullo sviluppo delle ricerche testo-immagine iniziate da Stephane Mallarmè, dai futuristi e dai dadaisti dalla fine del Diciannovesimo secolo e nei primi due decenni del Ventesimo, e sulle sue conseguenze fino ai giorni nostri.
Tra gli artisti in mostra: Alighiero Boetti, Jean François Bory, John Cage, Paul De Vree, Jirí Kolár, Edoardo Landi, Arrigo Lora-Totino, Piero Manzoni, Bruno Munari, Maurizio Nannucci, Gastone Novelli, Décio Pignatari, Adriano Spatola, Emilio Vedova, Emilio Villa e molti altri.
Bruno Munari scrittura illeggibile su carta da computer 1975
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Parigi - Novità Articoli 2010
Art & Design / Bruno Munari
a cura di Stéphane Corréard
Editions Particules Journal Particules N. 27
Il critico d'arte francese Stéphane Corréard dedica a Munari, attraverso i contributi di Trinie Dalton (giornalista e scrittrice) e Alexandra Midal (insegnante di teoria del design), la prima di una serie di riletture storiche che saranno pubblicate sulla rivista parigina Les Editions Particules.
Ringraziamo il critico che ci ha inviato in anteprima questi contributi.
Leggi l'articolo (in francese)
London - A blind man in a dark room
London Institute of Contemporary Arts
A blind man in a dark room looking for a black cat that isn’t there
Curated by Anthony Huberman
23 December 2009 - 31 January 2010
Bruno Munari, Looking for comfort in an uncomfortable chair, circa 1950
The ICA present the international group exhibition For the blind man in the dark room looking for the black cat that isn't there, which features works by over twenty modern and contemporary artists.
The exhibition takes its title from a remark attributed to Charles Darwin, who is supposed to have compared mathematical enquiry to the explorations of a blind man. However, the project also nods to The Blind Man, the journal which was co-founded by Marcel Duchamp.
Featuring anonymous, Dave Hullfish Bailey, Marcel Broodthaers, Sarah Crowner, Mariana Castillo Deball, Eric Duyckaerts, Ayse Erkmen, Hans-Peter Feldmann, Peter Fischli & David Weiss, Rachel Harrison, Benoît Maire and Falke Pisano, Giorgio Morandi, Matt Mullican, Bruno Munari, Nashashibi/Skaer, Jimmy Raskin, Frances Stark, Rosemarie Trockel, Patrick van Caeckenbergh and David William.
In the same vein, Bruno Munari's slideshow of photographs from the 1950s plays around with ideas of taxonomy, with cataloguing and ordering every permutation of a thing that, in the end, turns out to be pointless. The game is given away by the work's title, Looking for comfort in an uncomfortable chair. The Italian polymath, now unfairly forgotten, had himself photographed in black and white, wearing natty co-respondent shoes and rearranging himself in every imaginable posture – sideways on, upside down – in an old-fashioned plush armchair. The results, projected on to a small, white cube on the ICA's floor, look oddly scholarly, as though they were meant as illustrations to a Bauhaus treatise on furniture design.
Source: http://www.independent.co.uk
Reviewed by Charles Darwent
Sunday, 20 December 2009
Trento - Civica 1989-2009
Trento Galleria Civica
Civica 1989-2009. Celebration. Institution. Critique
Varie Sedi: Galleria Civica, Auditorium Santa Chiara, Castello del Buonconsiglio, Museo Diocesano
9 ottobre 2009 - 31 gennaio 2010
Mostra Inaugurale della Fondazione Galleria Civica di Trento a cura di Andrea Viliani.
Tra gli artisti in mostra nella retrospettiva storica: Alighiero e Boetti, Enrico Baj, Enrico Castellani, Francesco Clemente, Dadamaino, Giorgio de Chirico, Gino De Dominicis, Nicola De Maria, Lucio Fontana, Pinot Gallizio, Piero Gilardi, Paolo Icaro, Francesco Lo Savio, Piero Manzoni, Enzo Mari, Mario Merz, Aldo Mondino, Bruno Munari, Luigi Ontani, Gianni Pettena, Vettor Pisani, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini, Salvo, Mario Schifano, Ettore Sottsass, Giulio Turcato, Giuseppe Uncini, Emilio Vedova
Bruno Munari, scultura
quadrato a 3 dimensioni 1960-1985
Artista proteiforme, Bruno Munari ha attraversato tutte le discipline da sperimentatore inesausto, non escludendo nulla: i lavori di grafica, di design, i collage, i libri, i fotogrammi e i fotocollage, filtrano il suo pensiero e la sua pratica, che di volta in volta assume una forma e raggiunge un risultato differente. Dall'archivio della Galleria Civica sono emersi fotografie, libri e immagini di Munari: artista che ha disegnato, progettato e realizzato, artista le cui riflessioni si sono incarnate di volta in volta nella concretezza e fermezza di una scultura in ferro, che articola la sua stessa forma nello spazio; nella progettazione di strumenti didattici, laboratori per l'infanzia, libri per ragazzi; nella concezione di un libro in cui il primato del testo scompare a vantaggio di altri elementi (il famoso libro "illeggibile"). Da questo pensiero nasce la sperimentazione sui vari materiali, e quindi un'arte multisensoriale dove la considerazione dell'utilizzo finale ha un ruolo primario. Che sia produttore di un lavoro mentale, come nei libri, o fisico, poco cambia: "Uscite dallo studio e guardate anche le strade, quanti colori stonati, quante vetrine potrebbero essere belle, quante insegne di cattivo gusto, quante forme plastiche sbagliate. Perché non intervenire? Perché non contribuire a migliorare l'aspetto del mondo in cui viviamo insieme al pubblico che non ci capisce e che non sa cosa farsene della nostra arte?" (B. Munari)
[Bruno Munari di Andrea Viliani]
A decidely multiform artist, Bruno Munari moves across a variety of disciplines in tireless experimentation. He excludes nothing. Grapich works, design, collage, books, photograms and photo-collage filter his thought and practice, assuming everchanging forms which issue unpredictable results. The Galleria Civica has unearthed from its archives numerous photographs, book and images by the artist. Bruno Munari's reflections take shape in the concrete stedfastness of a steel sculpture, which articulates its own form in space; in the design of didactic tools; of workshops for children; chidhood books, in the design of a book in which the concept of the text disappears in favor of other work (as in the famous "illegible" book). Departing from this thought, the artist experiments with a variety of materials. His is a multi-sensory art, where considerations of the piece's final use serve a primary function. Whether producing a metal work – as in his books – or a physical work, little varies in his process: "Exit the studio and look also to the street, how many muted color, how many storefronts could be beautiful, how many tasteless signs, how many misconceived plastic forms. Why not intervene? Why not contribute to improving the appearance of the world we live in, together with the public that doesn't understand us or know what to think of our art?" (B. Munari)
[Bruno Munari di Andrea Viliani]
dal Catalogo della mostra Civica 1989-2009 celebration institution critique
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Cambridge - Novità Studi 2009
Beyond Futurism: Bruno Munari’s Useless Machines
Prof. Pierpaolo Antonello
University of Cambridge 2009
Sequenze di autoritratti: con Concavo-convesso del 1947; in un fotomontaggio del 1933; con Macchina Inutile del 1956.
This essay is part of an ongoing research project on the relationship between technology and the arts in 20th century Italy. It will be titled Leonardo’s Children, and it aims to present a series of case studies on how Leonardo da Vinci’s method and understanding of the relationship between art and technology has been conceptualized and reproduced in 20th-century Italian culture. It is an interdisciplinary project that will consider visual artists such as Bruno Munari and Eugenio Carmi, writers such as Primo Levi and Carlo Emilio Gadda, architects like Paolo Portoghesi and Pier Luigi Nervi, musicians like Giorgio Battistelli. A shorter version of this essay has been published in G. Berghaus (ed.), Futurism and the Technological Imagination. Amsterdam: Rodopi, 2009. We want to thank the book editor Gunter Berghaus, and Esther Roth at Editions Rodopi for granting us the permission to make this text available on Munart.
Download here the complete essay
Leiden - Novità Studi 2009
Presso l'Università di Leiden (Olanda), sotto la direzione di Gerard Unger e di Giovanni Anceschi, a cura di Alessandro Colizzi, professore all'Istituto di Design, Università del Quebec Montreal, è in corso di realizzazione un progetto di ricerca sull'opera grafica di Bruno Munari, che dovrebbe concludersi nel 2010, seguito dalla pubblicazione di una monografia in lingua inglese e da una mostra al Museo Meermanno del libro all'Aja.
Un bozzetto ed alcune copertine
Il professore Alessandro Colizzi ha descritto in questo modo il suo progetto: Il progetto è nato alcuni anni fa dalla constatazione che, nonostante i numerosi cataloghi di mostre e alcuni lavori critici dedicati all'artista in generale, manchi uno studio sistematico del suo lavoro di grafico: pertanto la mia ricerca si è concentrata su questo particolare aspetto dell'attività di Munari, da una parte tentando una ricostruzione della sua produzione nel contesto storico-sociale del design italiano, dall'altra riordinando i materiali variamente disseminati negli archivi di fondazioni, istituti e collezioni private. Il volume vuole essere al tempo stesso uno studio critico e un catalogo ragionato, con l'ambizione di costituire uno strumento di ricerca aperto a ulteriori sviluppi.
Reprint 1970
Statements by Munari
written by Prof. Caroline Tisdall
published in Studio International
October 1970 London
Studio International Cover
specially designed by Bruno Munari
Download the document in pdf format
Prof. Caroline Tisdall
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